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Scambio dati fiscali Ue da ampliare

Aumentare lo scambio d’informazioni tra le autorità fiscali, imparando dagli scandali dei Luxleaks e dei Panama e Paradise Papers, con un budget (in aumento del 10%) di 300 milioni di euro da spendere durante i prossimi 7 anni. È l’obiettivo principale del programma Fiscalis per il 2021-2027 adottato ieri dal parlamento europeo in seduta plenaria a Strasburgo. Il testo adottato istituisce il nuovo programma che, secondo i parlamentari Ue, migliora le caratteristiche del precedente in scadenza alla fine del 2021. Il testo adottato con 575 voti favorevoli, 35 contrari e 46 astensioni invita le autorità fiscali nazionali a concentrarsi su un elenco di azioni prioritarie per combattere l’evasione e l’elusione. Si passa dalla lotta contro le frodi Iva transfrontaliere, allo scambio delle best practice in materia di recupero delle imposte. Questo dovrà essere attuato, cita il testo, «anche attraverso la chiusura delle lacune attualmente presenti nelle leggi Ue in materia di cooperazione amministrativa nel settore fiscale». Si prevede, inoltre, che i progressi delle attività del programma dovranno essere rese pubbliche attraverso una pagina web dedicata della commissione europea. In aggiunta, il testo prevede una progressiva modernizzazione degli strumenti di rendicontazione, di controllo e dei software da applicare in via uniforme negli Stati membri.

Il programma Fiscalis dell’Ue ha dato sostegno alle amministrazioni fiscali a cooperare in tutta l’Ue per migliorare la riscossione e combattere le frodi fiscali. Progettato per la prima volta nel 1993 esclusivamente come programma di formazione e scambio per funzionari, fino a «diventare uno strumento essenziale alla lotta all’evasione nell’Ue», riporta Sven Giegold, eurodeputato e relatore del testo approvato. Ad esempio, nel 2015, secondo i dati della commissione europea, attraverso il programma, gli Stati membri hanno potuto sottoporre ad accertamento oltre 590 milioni di euro d’imposte per eventuali recuperi attraverso controlli congiunti dell’Ue. I recenti scandali fiscali, come quelli di Luxleaks e Panama, hanno mostrato, secondo il parlamento Ue, l’urgente necessità di una migliore cooperazione tra le autorità fiscali nazionali nell’Ue. Un programma Fiscalis rafforzato «contribuirà a risolvere questo problema, offrendo supporto nelle imminenti sfide del prossimo decennio, come la digitalizzazione delle attività fiscali, i nuovi modelli economici o l’internazionalizzazione degli strumenti finanziari», conclude l’Onorevole Giegold.

Carlo Ghirri

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