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Scambio dati con unica valuta

Tutte le somme indicate nel Country-by-country report (Cbcr) dovranno essere riportate in un’unica valuta, da considerarsi quella del gruppo multinazionale tenuto alla rendicontazione. Qualora siano utilizzati i dati dei singoli bilanci d’esercizio come base per la rendicontazione, gli stessi dovranno essere riconvertiti nella valuta funzionale del gruppo, al tasso di cambio medio dell’anno indicato nella sezione «Informazioni aggiuntive». L’Ocse rende note le modalità tecnico-operative («Xml – Extensible Markup Language Schema» ) per la codifica dei dati da inserire nella rendicontazione paese per paese di cui all’azione 13 del Progetto Ocse/G20 Beps, al fine dello scambio degli stessi tra le amministrazioni fiscali interessate. La codifica è accompagnata da una guida dettagliata sulla corretta compilazione delle informazioni. Viene assegnato un codice, con caratteri alfanumerici, da utilizzare in maniera uniforme su scala mondiale, con riferimento al 1) chi manda 2) cosa 3) a chi e a tutte le ulteriori informazioni del caso, alcune espressamente previste (e.g. la lingua utilizzata, sebbene si inviti ad utilizzare sempre l’inglese, la valuta e il tassa di cambio da utilizzare), altre lasciate alla libertà del soggetto inviante e volte in particolare a chiarire le scelte adottate nella compilazione delle informazioni previste dal template dell’Ocse. Una consistente parte è poi dedicata alle operazioni di correzione dei dati forniti in maniera errata. Sebbene la codifica (a cura del soggetto inviante) e conseguente decodifica (a cura del soggetto ricevente) ufficiale, diffusa il 22 marzo u.s. dall’organizzazione parigina, sia indirizzata principalmente alle autorità governative competenti per le operazioni connesse allo scambio delle informazioni, l’Ocse chiarisce che il Cbc Xml Schema, così come reso pubblico, possa anche essere utilizzato come base di riferimento per le imprese tenute alla comunicazione dei dati («reporting entity») nelle operazioni di invio degli stessi alle rispettive autorità, qualora l’uso del Cbc Xml Schema sia previsto a livello domestico. È utile ricordare come la reporting entity potrà essere tanto la società madre del gruppo multinazionale con fatturato globale uguale o superiore ai 750 milioni di euro, tenuta alla redazione del bilancio consolidato, quanto una società designata dalla stessa nei casi previsti dalla normativa di riferimento (c.d. «surrogate entity») o una qualsiasi società del gruppo (cosiddetto «local filing») qualora le informazioni non possano essere ottenute dall’amministrazione di riferimento attraverso i canali principali appena descritti (per mancanza della normativa sul Cbcr nel paese della casa madre o dell’impresa designata, per mancanza di uno strumento giuridico in vigore per lo scambio delle informazioni, per un cosiddetto «fallimento sistemico» nella raccolta e/o scambio dei dati). La guida (Country by Country Reporting Xml Schema: User Guide for Tax administrations and Taxpayers) è rivolta principalmente ai soggetti governativi che procederanno (dal 2018) allo scambio delle informazioni (del 2016) ottenute dalle imprese soggette alla comunicazione dei dati. Tanto i file quanto la guida, come detto, sono però presentati in modo tale da consentire che lo stesso data structuring possa essere utilizzato anche nelle operazioni di comunicazione domestica delle informazioni (i.e. dalla società tenuta alla rendicontazione alla relativa autorità competente), e in tale ultimo caso le specificità connesse a tale livello di comunicazione, prodromico rispetto allo scambio vero e proprio, sono riportate in corsivo e tra parentesi quadre. Il documento risulta di grande utilità laddove specifica e forse chiarisce elementi di non immediata evidenza nel report dell’Ocse, pubblicato lo scorso ottobre 2015. Valga per tutti la questione della valuta, come detto all’inizio.

Francesco Bungaro

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