Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Scambio dati al voto Ue

Accesso alla rendicontazione fiscale delle multinazionali sia alle autorità tributarie nazionali che alla Commissione europea. I documenti, che non saranno disponibili in sede di consultazione pubblica, potranno però essere forniti su richiesta a paesi terzi non membri dell’Unione monetaria.

E tra le informazioni oggetto dello scambio potrebbero rientrare anche i crediti d’imposta e che, in ogni caso, i dati comunicati non dovranno violare segreti commerciali o industriali. Sono queste alcune delle misure prese in considerazione dal Parlamento europeo, che secondo quanto risulta a ItaliaOggi, il prossimo giovedì voterà la proposta della Commissione Ue sullo scambio automatico di dichiarazioni fiscali tra Paesi membri. La misura trova ragione nell’intenzione dell’autorità europea di aumentare la lotta alla pianificazione fiscale aggressiva, nonché di porre un ulteriore freno all’elusione transfrontaliera e alla frode tributaria da parte dei grandi soggetti commerciali internazionali. Le disposizioni, dopo aver raccolto una prima tornata di emendamenti (votati dall’Econ, la commissione competente del Parlamento europeo), attendono ora il via libera da parte della Plenaria. Il tutto in un’ottica di armonizzazione e conformità con quanto già disposto con le norme sui tax rulings dello scorso novembre e a modifica della direttiva 2011/16/Ue riguardante la cooperazione amministrativa.

Cbcr nella pratica. Nell’attuale quadro giuridico, gli stati membri dovranno attrezzarsi al fine di attuare lo scambio reciproco delle rendicontazioni paese per paese (il cosiddetto country by country reporting – cbcr). A comporre il report saranno le informazioni fiscali, economiche e finanziarie di gruppi di imprese o multinazionali situati nell’Ue e aventi ricavi complessivi consolidati pari o superiori ai 750 milioni di euro. La rendicontazione dovrà essere presentata nello Stato membro in cui l’entità madre ha residenza fiscale. Tra i dati oggetto dello scambio: i ricavi societari, gli utili al lordo delle imposte sul reddito, le imposte sul reddito pagate e maturate, il numero di addetti, il capitale dichiarato, gli utili non distribuiti e le immobilizzazioni materiali. Il Parlamento ha richiesto l’inclusione nella lista anche dei crediti d’imposta. Questi ha quindi sottolineato la necessità che le informazioni vengano trasmesse oltre che alle autorità tributarie nazionali, anche alla Commissione, che dovrebbe poi presentare a Consiglio e Parlamento gli esiti principali delle valutazioni fatte. La divulgazione al pubblico, ad oggi, non è prevista. Premura dell’autorità, oltre a quella di spingere a pagare le tasse nel paese in cui il valore viene creato (evitando il trasferimento degli utili in paesi a fiscalità privilegiata), sarà quella di preservare il segreto commerciale e la concorrenza di mercato: una tassazione più di favore verso le società di dimensioni maggiori crea infatti distorsioni sul lungo termine.

Gloria Grigolon

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa