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«Scambi con Hanoi, obiettivo 5 miliardi»

In un mercato, quello asiatico, che ha “rottamato” il suo passato (pur senza rinnegarlo) Matteo Renzi arriva nel giorno dei ballottaggi che testimoniano «la fine di roccaforti elettorali e posizioni di rendita». Il premier è atterrato ieri mattina con la moglie Agnese ad Hanoi prima tappa del suo viaggio in Asia. Si tratta della prima visita di un presidente del Consiglio italiano dal ’73, ossia dall’avvio delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Ieri prima giornata dedicata ai temi politici e internazionali con l’omaggio al mausoleo dell’ex presidente vietnamita Ho Chi Minh ricordando come proprio l’ex sindaco di Firenze e suo riferimento ideale Giorgio La Pira, il politico cattolico che ha fortemente contribuito alla pace in Vietnam e che lavorò a una bozza di accordo bilaterale con gli Usa, venne a incontrare Ho Chi Minh, ma alla luce degli attuali rapporti tra Vietnam e Italia «sono sicuro che impiegheremo meno tempo a fare amicizia e credo che il meglio nel nostro rapporto deve ancora arrivare». 
Da Paese destinatario di fondi della cooperazione allo sviluppo il Vietnam, con i suoi 90 milioni di persone, si sta trasformando in un importante hub per tutti gli investimenti e le operazioni commerciali nel Sud Est asiatico. «L’Italia in Vietnam – ha assicurato Renzi dopo avere incontrato il premier vietnamita Nguyen Tan Dung – può e deve fare di più e siccome siamo nell’anno del cavallo assicuro che stiamo lavorando per realizzare un interscambio di 5 miliardi di dollari. Oggi in Europa siamo il nono Paese per investimenti in Vietnam e noi per il Vietnam siamo il terzo. Dobbiamo recuperare posizioni». L’Italia, ha spiegato Renzi, guarda con grande attenzione al Vietnam e il nuovo consolato servirà a dare nuovo impulso alle relazioni. Quello che sta per iniziare è un «dialogo strategico». Tra il 2010 e il 2013 l’interscambio è quasi raddoppiato con una crescita del 93% ma, ha detto Renzi «possiamo fare di più e meglio e entro il 2014 si terrà una commissione economica mista con un piano di lavoro concreto tra i due paesi su temi come la cooperazione culturale, l’innovazione tecnologica, la difesa, la ricerca accademica, tutte opportunità di lavoro concrete così come l’Expo che renderà ancora più forti le relazioni tra i due Paesi». Ad Hanoi il premier ha ricordato che il governo italiano intende creare nuovi investimenti, occasioni di business e «fare le cose terribilmente sul serio perché con il vertice Asem di ottobre a Milano le relazioni tra Vietnam e Italia entreranno in una fase ancora più forte e proficua soprattutto nei settori del turismo, della difesa e della finanza». Il primo ministro vietnamita ha definito «amichevole» l’incontro con Renzi sottolineando come per la prima volta un presidente del Consiglio italiano è arrivato nel Paese e questo «segna una fase nuova di sviluppo e cooperazione soprattutto ora che abbiamo celebrato i 40 anni di relazioni diplomatiche».
Oggi Renzi visiterà due stabilimenti italiani fortemente radicati in Vietnam, quello della Piaggio e quello degli elettrodomestici Merloni. Subito dopo la partenza per Shanghai dove nel pomeriggio il presidente del Consiglio visiterà il padiglione italiano dell’ultimo Expo di Shanghai ancora aperto e incontrerà il sindaco di una metropoli di 24 milioni di persone.
Renzi, alla vigilia del suo arrivo in Cina, vede i rapporti tra Roma e Pechino sempre più solidi. «Il nostro interscambio commerciale è aumentato del 400% negli ultimi dieci anni – ha detto il premier in un’intervista alla Xinhua – tuttavia credo che l’Italia potrebbe aumentare le sue esportazioni verso la Cina, mentre la Cina potrebbe considerare l’Italia come un Paese in cui gli affari possono essere ampliati in molti settori di mercato. Italia e Cina sono anche due grandi potenze culturali e dunque il dialogo in questo settore tra i due Paesi dovrebbe essere rafforzato, aprendo la strada anche ad ulteriori accordi di collaborazione economica».
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