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Scalata Impregilo, la Consob chiama la Guardia di Finanza

MILANO — La Consob stringe il cerchio attorno a Impregilo. Alla vigilia dell’assemblea del general contractor, gli ispettori della Commissione di vigilanza e la Guardia di Finanza hanno fatto visita agli uffici della Salini Costruttori e del gruppo Gavio portando via scatole di documenti relativi alla battaglia per la conquista di Impregilo. Vista la mole di ricorsi ed esposti presentati in Consob e in Tribunale dai due avversari, non è chiaro quale filone stiano seguendo gli ispettori. Secondo alcune voci gli accertamenti potrebbero essere relativi all’ipotesi di concerto. Il sospetto varrebbe per entrambi gli sfidanti e il punto di caduta dell’indagine — partendo dal fatto che sia Salini sia Gavio hanno il 29,9% —, potrebbe essere un obbligo di Opa qualora fosse accertato che uno dei due si è mosso di concerto con altri superando la soglia del 30%.
Salini è convinto che Gavio lo abbia fatto e per questo ha presentato due ricorsi d’urgenza al Tribunale di Milano per chiedere di sospendere i diritti di voto dei concertisti all’assemblea di oggi, che deve decidere su richiesta del costruttore romano la revoca dell’attuale consiglio del general contractor e la nomina di un nuovo board. La decisione era attesa ieri ma il giudice Marianna Galioto ha deciso di prendere tempo e rinviare a oggi il verdetto. Da cui può dipendere l’esito della battaglia. Se Gavio non potesse votare Salini avrebbe infatti vinto «a tavolino» il controllo del general contractor. Il giudice potrebbe tuttavia anche decidere di approfondire. E chiedere un rinvio dell’assemblea. Lo avrebbe potuto fare anche il magistrato Vincenzo Perozziello, a cui si è rivolto invece Gavio per chiedere di invalidare la raccolta deleghe promossa dall’avversario. Il giudice ieri ha respinto il ricorso d’urgenza, spiegando che non ci sono «le condizioni formali e sostanziali per l’assunzione di un provvedimento inaudita altera parte» ma ha convocato le parti il 22 agosto per decidere nel merito. E si pronuncerà nel merito anche il Tar del Lazio, a cui si era rivolto sempre Gavio per chiedere l’intervento della Consob su Salini, per irregolarità nell’ambito della raccolta deleghe.
Perozziello ieri non si è voluto pronunciare sul rinvio dell’assemblea di Impregilo rimettendo la decisione ai soci, che dovranno «valutare l’esigenza e opportunità di un eventuale rinvio dei lavori per una migliore cura dei propri interessi». Dunque un eventuale rinvio sarà deciso questa mattina. Dopo la decisione del giudice Galioto, attesa prima dell’avvio dell’assemblea. Fonti vicine alla società fanno capire che in assenza di una richiesta del Tribunale, il presidente di Impregilo, Fabrizio Palenzona, non chiederà il rinvio del voto. I soci potrebbero quindi decidere se revocare o meno il board, ovvero a chi tra Gavio e Salini consegnare il controllo del general contractor, nelle more però delle decisioni del Tribunale di Milano, che potrebbero ribaltare l’esito dell’assemblea.
Intanto alla vigilia dell’incontro Assogestioni ha fatto sapere che non voterà. In gioco ci sono anche i posti in consiglio dei tre indipendenti eletti dall’associazione dei fondi comuni guidata da Domenico Siniscalco. «Non nascondo lo stupore — commenta uno dei tre, Alfredo Scotti, presidente di «Linkiesta» —. I fondi non sono un partito e ovviamente sono liberi di votare come credono. Tuttavia — aggiunge — mi sarei aspettato una presa di posizione da parte di Assogestioni, che ci ha nominato».

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