Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Scalata Fonsai, Consob convoca tutti

di Sergio Bocconi

MILANO — La Consob ha convocato ieri il vertice di Palladio finanziaria e a Roma, a parlare con gli uffici tecnici, si è recato Roberto Meneguzzo. L'incontro, nell'ambito degli accertamenti che l'authority sta svolgendo sul dossier Fonsai, sarà seguito nei prossimi giorni dalle audizioni degli altri protagonisti della vicenda, Matteo Arpe di Sator e i top manager di Fondiaria-Sai e Unipol.
E, in attesa che venga trasmesso in Consob il patto di consultazione siglato martedì fra Palladio e Sator, ieri sono continuati in Borsa gli acquisti su Fonsai, che ha guadagnato il 5,52%, ma soprattutto ha registrato un'impennata la controllata Milano assicurazioni, salita del 10,7% fra scambi più elevati della media. Il mercato specula in varie direzioni: o su un'Opa che a cascata possa riguardare anche la Milano, oppure su uno «spezzatino» del gruppo come risultato magari di un negoziato condotto dai new entry ed eventuali altri partner. La Milano però, è il commento speso sempre dal management del gruppo quando si è parlato di ipotesi di vendita, è fortemente integrata e una «separazione» appare poco auspicabile sotto il profilo del business, oltre che tecnicamente complessa.
È probabile, vista anche la movimentazione del titolo Fonsai che resta sostenuta (ieri ha riguardato ancora il 5% del capitale) che nei prossimi giorni si profilino altre novità nell'azionariato. Obiettivi e disegni dell'asse Palladio-Sator ancora non sono stati resi noti. La sola cosa certa finora è che i due alleati intendono sostenere il piano di ricapitalizzazione di Fonsai, obbligato poiché la compagnia accusa perdite per il 2011 superiori al miliardo (dopo i 928 milioni di rosso 2010) e presenta un margine di solvibilità del 75%, ben al di sotto delle soglie regolamentari. Le ipotesi sulle loro prossime mosse sono svariate: Palladio e Sator possono portarsi a un 20-25% per costituire (magari con altri investitori) una minoranza di blocco nell'assemblea straordinaria sull'aumento, oppure possono essersi posizionati in attesa di vedere come proseguono le cose e puntare magari a un plus finanziario. Nel primo caso manca però ancora all'appello l'eventuale alleato dalle spalle grandi, che possa cioè sostenere l'aumento di capitale in assenza del contributo di Unipol che nei piani avrebbe fornito a Premafin i 350 milioni necessari, e una possibile (ma non scontata) Opa: si tratta di cifre totali comprese fra 1,5 e 2 miliardi.
Unicredit (socio di Fonsai con il 6,6% e creditore di Premafin) conferma la strada indicata. Ieri l'amministratore delegato Federico Ghizzoni ha detto che «Unipol non ha cambiato il progetto. Quali siano i piani di Sator e Palladio non li sa nessuno, non sono stati resi espliciti. Vedremo le loro intenzioni. Noi di certo non modifichiamo la prospettiva. Andiamo avanti per salvare il gruppo e l'italianità». Fra l'altro in seguito alla mossa dei veneti, che ha irritato Piazza Cordusio e il vicepresidente Fabrizio Palenzona, circola l'ipotesi che la Fondazione Crt possa lasciare Effeti, la joint venture con Ferak, di cui Palladio è socio e che ha in portafoglio il 2,2% di Generali, mentre un altro 1,3% è detenuto sempre da Ferak.
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa