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Scala mobile sui depositi bancari

di Antonio Ciccia e Luigi Chiarello  

 

Scala mobile per la garanzia sui depositi bancari. Se l'istituto creditizio va in dissesto l'utente già oggi fruisce di una tutela statale con i sistemi di garanzia. E, con il decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria 2009/14/CE, giovedì all'esame del consiglio dei ministri, arriverà un meccanismo di adeguamento dell'importo massimo rimborsabile per ciascun correntista legato alle variazioni decise dalla Commissione europea, in funzione del tasso di inflazione.

Un secondo piano di intervento del dlgs tocca, poi, i tempi di rimborso, che si accorciano sensibilmente a 20 giorni, prorogabili a 30.

Ma vediamo di illustrare nel dettaglio il contenuto del decreto legislativo, che attua la legge comunitaria 2009 (n. 96/2010), nella parte relativa ai sistemi di garanzia dei depositi. Tenendo presente, che a questo provvedimento si accompagna un altro decreto legislativo, anch'esso al vaglio del prossimo esecutivo, che ritocca la disciplina delle insolvenze del mercato finanziario.

Massimale. Per quanto riguarda il livello di copertura della garanzia dei depositi, la formulazione attuale dell'articolo 96-bis del Testo unico bancario (dlgs 385/1993) si limita prevedere che il limite massimo di rimborso per ciascun depositante non può essere inferiore a lire 200 milioni. Nella versione modificata dal dlgs (testo a lato) si stabilisce, invece, che il limite di rimborso per ciascun depositante è pari a 100 mila euro (con una lieve flessione della soglia). Ma la parte più importante è la prescrizione che segue, in base a cui la Banca d'Italia dovrà aggiornare il limite per adeguarlo alle eventuali variazioni apportate dalla Commissione europea in funzione del tasso di inflazione. Insomma anziché un importo fisso, si passa a un importo indicizzato.

Quanto ai parametri dell'indicizzazione, l'articolo sette della direttiva 2009/14/Ce prevede che la Commissione adegui gli importi in funzione del tasso di inflazione nell'Unione europea, sulla base delle variazioni dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo pubblicato dalla Commissione.

In relazione all'importo, invece, la VI Commissione Finanze della Camera dei deputati aveva caldeggiato il mantenimento del limite di 103.291, 38 euro previsto dall'attuale formulazione del comma 5 dell'articolo 96-bis del Testo unico bancario, ma il governo ha risposto che le disposizioni della direttiva 2009/14/CE hanno carattere di armonizzazione massima e non sono derogabili.

Termine di rimborso. La formulazione attuale del comma sette dell'articolo articolo 96-bis del Testo unico bancario prevede una doppia scadenza per i rimborsi: sino all'ammontare del controvalore di 20 mila ECU è fissato il termine di tre mesi dalla data del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa della banca. Il termine della prima tranche, in base alle norme vigenti, può essere prorogato dalla Banca d'Italia, in circostanze eccezionali o in casi speciali, per un periodo complessivo non superiore a nove mesi. Inoltre, il Testo unico bancario ha affidato alla Banca d'Italia il compito di stabilire modalità e termini del rimborso dell'ammontare residuo dovuto. In sostanza, la restante parte viene restituita, entro il limite di 103.291,38 euro, in base ai tempi della liquidazione stabiliti dai liquidatori. Il dlgs modifica il citato comma sette, per ridurre il termine del rimborso a 20 giorni lavorativi decorrenti dalla data in cui si producono gli effetti della liquidazione coatta; il termine è prorogabile, in circostanze del tutto eccezionali, per un periodo non superiore a dieci giorni.

Insolvenze. Con altro decreto legislativo, il governo, recependo la direttiva 2009/44/Ce, si occupa di insolvenze del mercato finanziario, oltre che di sistemi di pagamento e sistemi di regolamento titoli e contratti di garanzia finanziaria. In materia di insolvenze di mercato viene sostituito l'articolo 72 del Testo unico della finanza (dlgs 59/98). Si codifica, innanzitutto, che l'insolvenza di mercato è dichiarata dalla Consob, d'intesa con la Banca d'Italia. Inoltre, si dispone che la procedura di liquidazione dell'insolvenza di mercato si conclude con il rilascio agli aventi diritto, per i crediti residui, di un certificato di credito, comprensivo delle spese sostenute dal creditore stesso, che costituisce titolo esecutivo nei confronti dell'insolvente.

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