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In scadenza a settembre una maxi rata di debiti

Anche per le operazioni di ristrutturazione del debito in corso sono pervenuti chiarimenti fondamentali, relativamente alle imprese che erano in difficoltà prima: si tratta di crediti Utp o oggetto di operazioni di restructuring, che hanno già uno status forborne ed a seguito di esso devono performare all’interno di un piano di risanamento. Queste imprese possono essere considerate in grado di ricevere interventi di modifica dei piani già approvati, con moratorie e/o spalmature delle rate, senza ricorrere alla delibera di una seconda misura di forbearance o, peggio, a una classificazione a sofferenza.

In generale, i processi di delibera e le prodromiche valutazioni del merito creditizio andranno rivisti insieme all’organizzazione interna: i meccanismi di early warning faticosamente istituiti dalle banche in questo periodo dovranno essere pesantemente rivisti, perché gran parte delle variabili che vengono monitorate già da questo fine mese saranno fuori standard, e nessuno sa quando ritorneranno alla normalità. Non è un caso che il legislatore abbia già chiarito al Fondo di garanzia di prescindere dagli andamentali nelle proprie delibere, basandosi solo sui bilanci storici. È opportuna una riflessione anche da parte del sistema bancario e del regolatore in questa direzione, altrimenti non sarà semplice processare le delibere. Le filiere dedicate allo stage 2, da poco istituite nelle banche italiane, dovranno ripensare la propria mission in questa fase storica.

La semplice moratoria ex lege non richiede una pratica elettronica di fido, ma una erogazione invece necessita di una istruttoria, e i parametri da utilizzare saranno tra pochissimo fuori standard. Molte imprese stanno di conseguenza optando per approvare velocemente il bilancio storico 2019, proprio per disporre di un dato utilizzabile ed evitare di lasciare la banca in difficoltà nella delibera di un nuovo finanziamento nel 2020 disponendo solo di bilancio 2018. Il rinvio dei termini di approvazione dei bilanci, infatti, ha questa controindicazione, lasciando la banca priva di informazioni quantitative storiche.

È importante un’ultima riflessione: per le moratorie sulle linee di breve termine ai sensi della lettera b), a fronte dell’enorme mole di mancati pagamenti che stanno profilandosi, dal 30 settembre si renderà dovuta un’enorme rata balloon di debiti, che scadranno istantaneamente. Le imprese in questo periodo chiederanno moratoria per tutti gli anticipi fatture italia ed estero che andranno insoluti, evitandone l’addebito sul conto, dovendoli però rimborsare a fine settembre. Tali imprese, qualora a settembre non disponessero della relativa liquidità, saranno costrette da un lato a rinegoziare i relativi debiti (si spera con un nuovo provvedimento normativo), dall’altro necessiteranno di ulteriori linee autoliquidanti, essendo le precedenti da consolidare nel medio-lungo termine.

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