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Scacco all’evasione extra Ue

Scambio di informazioni avanti tutta. In attesa che venga implementata la normativa Fatca per la collaborazione con il fisco americano e che gli standard Ocse si traducano in accordi operativi veri e propri, nel corso del 2013 la Guardia di finanza ha intensificato la cooperazione amministrativa contro l’evasione.

Le richieste di dati inoltrate alle tax authorities estere sono più che raddoppiate, passando dalle 2.158 del 2012 alle 4.720 del 2013 (+119%).

Il balzo più rilevante si registra sulle imposte dirette, per le quali le istanze di collaborazione sono quasi decuplicate (da 302 a 2.664 pratiche annue). Anche sul fronte dell’Iva si registra un incremento di oltre il 30% (1.070 casi nel 2013 contro i 740 del 2012). È quanto emerge dai rapporti annuali dell’ultimo biennio delle Fiamme gialle.

Un impegno crescente, quello della Gdf, che come peraltro confermato dal comandante generale Saverio Capolupo in una recente audizione parlamentare auspica anche un accorpamento di tutte le banche dati esistenti per disporre di un’unica piattaforma informatica, agevolando in questo modo anche la lavorazione delle richieste provenienti dai «colleghi» di oltreconfine.

La cooperazione transfrontaliera ha consentito ai militari del fisco di recuperare a tassazione nel 2013 oltre 15 miliardi di euro legati a fattispecie di evasione internazionale. Circa 8,1 miliardi riguardano trasferimenti di comodo delle residenze di persone e società in paradisi fiscali, mentre 5,5 miliardi sono stati recuperati attraverso la constatazione di stabili organizzazione occulte non dichiarate da imprese estere operanti in Italia. Altri 846 milioni di euro, infine, sono stati ripresi contestando i prezzi di trasferimento infragruppo praticati dalle multinazionali. Tutte tematiche sulle quali «hanno assunto particolare rilievo le informazioni acquisite mediante i canali della cooperazione internazionale in campo fiscale», spiegano dalle Fiamme gialle, «e tramite la rete degli esperti della Gdf, distaccati nelle ambasciate dei principali partners comunitari e internazionali: il costante interscambio informativo con tali interlocutori e l’approfondimento dei dati esteri fiscalmente rilevanti genera una piattaforma informativa in grado di completare e accelerare le investigazioni sugli schemi evasivi internazionali più articolati».

Per quanto riguarda l’Iva intracomunitaria, la Gdf ha sviluppato il dispositivo di cooperazione permanente imperniato sugli uffici centrali di collegamento (Central liaison office) istituiti in tutti gli Stati membri. Un’innovazione che, grazie al dialogo in tempo reale assicurato dall’infrastruttura, ha consentito di accorciare la «filiera» della cooperazione e quindi i tempi delle procedure. Sempre nel 2013, inoltre, il Corpo ha dedicato particolare attenzione allo sviluppo e al consolidamento del network di cooperazione e scambio rapido d’informazioni denominato Eurofisc. Quest’ultimo è principalmente incentrato sulla frodi carosello Iva e sulle manovre evasive realizzate nel settore degli autoveicoli e delle imbarcazioni.

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