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Sblocca Italia, una risorsa per far ripartire il Paese

Sarà una bella scossa per il paese. Certo, si poteva fare di meglio, come in tutte le cose, ma nello Sblocca Italia gli avvocati ci credono e aspettano fiduciosi i primi risultati. Gli interventi contenuti nel decreto-legge n. 133 del 12 settembre 2014 detto appunto «Sblocca Italia», convertito nella legge 11 novembre 2014, n. 164, spaziano dalle ferrovie, alle autostrade, porti e aeroporti, ma c’è anche la banda larga insieme ai fondi per continuare la ricostruzione in Abruzzo e per i lavori pubblici nelle grandi aree urbane.

E nel pacchetto non si parla solo di infrastrutture.

La norma prevede anche la deroga al patto di stabilità interno per gli enti locali in difficoltà e misure per il rilancio del mercato immobiliare, come gli incentivi per acquisto e affitto delle abitazioni. Il governo intanto stima «almeno 100mila posti di lavoro che possono derivare» dal decreto Sblocca Italia.

Sono tre le aree su cui Corrado Rosano, equity partner dello Studio Nunziante Magrone esprime un giudizio di pieno favore: la riapertura dei cantieri, sulla semplificazione dei frazionamenti immobiliari e, infine la maggiore flessibilità nella disciplina delle Siiq (le società immobiliari quotate).

Proprio su questo argomento Rosano fa un esempio, spiegando che la semplificazione del frazionamento delle unità immobiliari (nel rispetto della volumetria dell’edificio) potrebbe andare incontro alla domanda abitativa delle giovani coppie e comunque dei nuclei a basso reddito, soddisfacendo, allo stesso tempo, la mobilizzazione del mercato immobiliare. «Non sono interventi da poco, se si considera che, prima dell’entrata in vigore della nuova legge, gli accorpamenti e i frazionamenti, erano soggetti alla richiesta del permesso a costruire, mentre ora basta una comunicazione di inizio lavori», conclude Rosano.

Per Giovanna Ianni, partner dello studio legale Marone&Ianni, sono ormai diversi anni che «all’estero non si ha una grande opinione dell’Italia, nonostante i numerosissimi ed eclatanti fiori all’occhiello dell’imprenditoria nostrana.

Con la conseguenza che ogni tentativo di apertura ed innovazione deve essere apprezzato e benvenuto. Finalmente, il governo italiano ha lanciato un piano di sostegno alle Pmi senza eguali per promuoverne l’internazionalizzazione, ma anche per riaccendere e puntare i riflettori su di loro da parte degli investitori stranieri. È d’obbligo non farsi illusioni e soprattutto noi consulenti abbiamo il dovere di affiancare gli imprenditori mostrando cauto ottimismo. La disponibilità delle risorse finanziare non è di per sé garanzia di riuscita di un progetto di espansione all’estero; le Pmi, infatti, mancano spesso di adeguate strutture organizzative e manageriali ed avere una squadra che funziona non è uno strumento immediatamente disponibile».

In questo percorso, secondo Ianni sono certamente apprezzabili le numerose modifiche normative introdotte dal decreto Sblocca Italia per il rafforzamento di specifici settori.

Su queste novità l’avvocato esprimere maggior ottimismo con particolare riferimento al settore del real estate, in cui le Siiq «potranno finalmente crescere anche in Italia, in un ambiente più mobile e competitivo internazionale, facilitando la dismissione delle eccedenze immobiliari statali e sollecitando l’intero settore».

Sono degne di nota, secondo Ianni, soprattutto per le auspicabili ricadute nel Sud Italia, anche le modifiche normative introdotte nel settore degli idrocarburi, «in virtù delle introdotte semplificazioni burocratiche (la competenza sulle attività strategiche, quali la ricerca e la produzione di idrocarburi sarà statale, anche se d’intesa con le regioni) del processo di presentazione ed approvazione dei progetti estrattivi da parte di investitori stranieri».

Il complesso delle misure adottate dal decreto è espressamente volto ad incentivare gli investimenti ed il giudizio complessivo è senz’altro positivo anche secondo Marco Cerritelli, partner di Cba Studio Legale e Tributario.

In particolare, il professionista segnala che l’articolo 11 del decreto modifica la disciplina vigente in materia di defiscalizzazione degli investimenti in regime di finanza di progetto, ampliando l’ambito alle opere previste in piani o programmi approvati da amministrazioni pubbliche e riducendo da 200 milioni a 50 milioni di euro il valore dell’opera al di sopra del quale viene concesso l’incentivo.

Quanto alla misura di agevolazione basata sul credito d’imposta, Cerritelli sottolinea l’importanza dell’eliminazione del riferimento al requisito della «rilevanza strategica nazionale» dell’opera, che viene sostituito dalla presenza dell’intervento in «piani o programmi approvati da amministrazioni pubbliche» nel rispetto del limite quantitativo dei 2 miliardi complessivi di valore di opere incentivabili.

Il decreto introduce anche alcune importanti esclusioni dai vincoli del patto di stabilità per gli enti territoriali.

Al riguardo, il comma terzo dell’articolo 4 esplicitamente esclude gli interventi in materia di edilizia scolastica, impianti sportivi, contrasto del dissesto idrogeologico e sicurezza stradale. E secondo Cerritelli, «la norma è stata salutata con favore da parte degli enti e degli stakeholder, che stanno già attivandosi per favorire forme di partenariato pubblico privato volte a cogliere l’opportunità».

Per quanto riguarda invece le nuove disposizioni introdotte in materia di project bond, avvertendo l’esigenza di imprimere un’ulteriore e convinta accelerazione allo sviluppo di questo mercato, il legislatore «è intervenuto al fine di coordinare il plesso dei provvedimenti adottati nel corso del 2012 e completare la disciplina organica della materia», spiega Cerritelli. Dal punto di vista pratico, secondo il professionista i profili di novità di maggior impatto sembrano poter essere ravvisati nella modifica del regime di circolazione dei titoli, che possono essere dematerializzati e non più nominativi, e nella stabilizzazione e specificazione delle disposizioni agevolative in materia tributaria.

Al riguardo, l’avvocato segnala come la norma disponga che «le garanzie di qualunque tipo, prestate da chiunque e in qualsiasi momento in relazione alle emissioni di obbligazioni e titoli di debito nonché le relative eventuali surroghe, sostituzioni, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali, ivi comprese le cessioni di credito stipulate in relazione a tali emissioni, nonché i trasferimenti di garanzie anche conseguenti alla cessione delle predette obbligazioni e titoli di debito, siano assoggettate alle imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa».

Sempre sulle regole che riguardano i project bond, anche Emanuela Molinaro, partner responsabile del dipartimento di Real Estate dello studio Orrick segnala che alcune misure normative adottate risultano indubbiamente interessanti.

In particolare, sarebbero da accogliere positivamente gli incentivi introdotti con riferimento al settore delle infrastrutture, quali la defiscalizzazione degli investimenti realizzati tramite project financing, la stabilizzazione della tassazione agevolata dei project bond e degli investimenti per la banda larga, in quanto, spiega Molinaro, «potrebbero suscitare l’interesse degli investitori in questo settore. Inoltre, per l’esperta di real estate costituiscono dei significativi passi in avanti anche l’adozione del regolamento unico edilizio e le semplificazioni in materia di manutenzione straordinaria degli edifici, così come la liberalizzazione delle grandi locazioni commerciali.

«Certo è che, tenuto conto della natura strutturale dei problemi che affliggono i settori in questione e dei fondi che saranno effettivamente erogati, «sbloccare» è un termine forte, tuttavia il Decreto Sblocca Italia potrà contribuire a dare un po’ di ossigeno all’economia del Paese».

Come tutte le riforme che si prefiggono di risolvere problemi di lunga data, anche lo Sblocca Italia ha le sue luci e le sue ombre. Per esempio, sempre secondo Molinaro «la mancata riduzione dal 10% al 4% dell’Iva sulle ristrutturazioni edilizie, che pure rientrava nei piani iniziali, è un’occasione persa per incentivare la ripresa del settore.

Ciò premesso, non si può non tener conto del fatto che l’attuale contesto politico/economico e la posizione di «osservato speciale» che l’Italia ha all’interno dell’Unione Europea, soprattutto con riferimento ai conti pubblici, hanno sicuramente influito sullo «spazio di manovra» lasciato al Governo nell’adozione del provvedimento in esame».

Anche Stefano Zunarelli name partner dello studio legale Zunarelli e Associati giudica nel complesso molto positivamente il contenuto delloSbloccaItalia. «Si sono create le premesse per potere intervenire su alcuni degli aspetti che più limitano la competitività del nostro paese e l’attrattività dell’Italiaper gli investimenti esteri. Credo che il settore delle infrastrutture sia quello che potrebbe beneficiarne di più». E sull’interesse per l’Italiada parte degli investitori internazionali commenta: «Nel corso di quest’anno è indubbiamente cresciuto. Credo che il consolidarsi di questa tendenza dipenderà dalla nostra capacità di attuare le riforme annunciate e concretizzare le iniziative progettate».

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