Rassegna stampa per le imprese

Sbarra: “Patto sui salari senza minimi di Stato” No allo scalone Fornero

No al «salario minimo di Stato », e no «a uno scalone di cinque anni » per le pensioni dal primo gennaio: nell’intervento di apertura del XIX Congresso della Cisl il segretario generale Luigi Sbarra ribadisce con fermezza le posizioni del sindacato sulle due principali questioni sul tavolo del ministero del Lavoro e del governo. E lo fa alla presenza del ministro del Lavoro Andrea Orlando e dei leader dei principali partiti, da Matteo Salvini a Enrico Letta. I salari per la Cisl devono crescere per forza perché «da qui a dicembre il carovita graverà sulle famiglie e sui bilanci per 70-100 miliardi». E non basta recuperare l’inflazione: vanno superate le disuguaglianze, «generando e redistribuendo la crescita». Un obiettivo possibile attraverso il taglio del cuneo fiscale e la contrattazione, compresa quella di secondo livello, persino quella «di prossimità ». No invece ad «automatismi antistorici» che farebbero «uscire milioni di persone dalle buone tutele dei contratti». «Stiamo provando a percorrere strade che favoriscano un accordo negoziale che rafforzi in qualche modo la contrattazione», replica a margine Orlando, ricordando però che a breve entrerà in vigore la direttiva Ue sul salario minimo, che imporrà agli Stati membri perlomeno di rendere più stringenti le regole sulla rappresentanza: sarebbe meglio arrivarci «sulla base di un precedente accordo negoziale».

E proprio di accordo parla Sbarra dal palco, lanciando anzi la proposta di «una nuova politica dei redditi suggellata da un accordo trilaterale tra governo, sindacato e mondo delle imprese». Una strada possibile perché «con l’insediamento del governo Draghi si è finalmente aperto a un dialogo sociale che ha dato vita a una serie di accordi di grande rilievo », sottolinea Sbarra. E proprio oggi nella seconda giornata del Congresso, alla Fiera di Roma, è atteso l’intervento del premier. Il leader della Cisl rivendica senza tentennamenti la scelta, a dicembre, della “responsabilità”, in contrapposizione a quella dello sciopero proclamanto da Cgil e Uil. I leader dei due sindacati, Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, ieri hanno seguito attentamento in prima fila tutto il discorso di Sbarra, e oggi interverranno a una tavola rotonda. L’unità sindacale a cui aspira la Cisl, precisa però Sbarra, non è «un feticcio fine a se stesso, e non vuole dire omologazione a un pensiero unico sindacale», ma piuttosto la costruzione di «sintesi avanzate» capaci di rispettare le sensibilità di tutti.

Sulle pensioni quella che il leader della Cisl rilancia è però la proposta unitaria: uscita flessibile a partire dai 41 anni di contributi o 62 anni di età. «Non accetteremo supinamente lo scalone di 5 anni che si produrrà dal 1 gennaio 2023 quando l’età del pensionamento tornerà a 67 anni », avverte, ricordando sono ancora utilizzabili i risparmi prodotti dalla legge Fornero «tagliando nella carne viva delle persone e delle famiglie », e anche le somme non utilizzate stanziate per Quota 100.La posizione di Sbarra sulla previdenza riscuote in particolare l’apprezzamento di Salvini: fonti della Lega riferiscono dell’idea di un obiettivo comune “quota 41” per superare la legge Fornero. Mentre il leader M5S Giuseppe Conte lascia l’Auditorium un po’ prima che il segretario della Cisl si scagli contro «i professionisti del no», che «si sono opposti a ogni infrastruttura energetica, a ogni cantiere, anche al termovalorizzatore ». Ancora di risparmi parla Sbarra quando si riferisce al “tesoretto” dell’Inail, quel miliardo e mezzo annuo che non deve più essere utilizzato per «fare cassa» ma per promuovere le assunzioni e la sicurezza. Il leader della Cisl lancia anche la proposta di un’iniziativa popolare per la partecipazione dei lavoratori nei board di aziende pubbliche e private, comprese appunto l’Inail, e l’Inps. E conclude dando la parola a due sindacalisti ucraini venuti a Roma con difficoltà proprio per partecipare al congresso, perché sulla guerra «non si può essere equidistanti», afferma, citando Tina Anselmie Liliana Segre.

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