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Sbagliate 2 dichiarazioni su 3

Oltre due terzi delle dichiarazioni dei redditi presentate è sbagliato e determina recuperi d’imposta da parte del Fisco.

Questi sono i dati che emergono dalla risposta fornita ieri in commissione finanze alla camera dal sottosegretario all’economia Pierpaolo Baretta a un’interrogazione a firma Paglia con la quale si chiedeva di conoscere lo stato dell’arte, «in termini di volume e di tempo», degli accertamenti posti a carico dei contribuenti che presentano il modello 730.

A rispondere è stata in sostanza l’Agenzia delle entrate che, dopo aver fatto riferimento alla disciplina che regola gli accertamenti, in particolare le disposizioni sull’accertamento, di cui al dpr n. 600/1973, ha indicato l’ambito in cui la stessa deve operare, evidenziando che a essa spetta il controllo delle «dichiarazioni presentate dai contribuenti e dai sostituti d’imposta», con l’obiettivo di rilevare «l’eventuale omissione» provvedendo anche «alla liquidazione delle imposte o maggiori imposte dovute». Il dato emergente è estremamente sconcertante (si veda tabella) giacché, limitatamente al periodo d’imposta 2009, su circa 888 mila dichiarazioni relative a tutti i modelli controllate, in almeno 595 mila l’Agenzia ha riscontrato errori di natura sostanziale, con inevitabile recupero di imposte non versate.

Tutto ciò ha comportato un recupero di imposte per un ammontare pari a circa 211 milioni di euro, di cui 129 milioni versati in acquiescenza e 812 mila con iscrizione a ruolo; il versato in sede di acquiescenza, peraltro, si riferisce anche alle rateazioni ancora in corso, mentre gli importi a ruolo devono essere ancora notificati.

Peraltro, limitatamente ai modelli più semplificati (modello 730), e sui quali peraltro dovrebbe operare il controllo preventivo da parte dei Caf, su un totale di 417 mila dichiarazioni segnalate, le incongruenze sono state riscontrate su circa 276 mila dichiarazioni presentate ovvero in circa 66 modelli su 100.

L’Agenzia ricorda che le dichiarazioni presentate dai contribuenti subiscono un primo controllo sostanziale, di cui all’art. 36-bis, dpr 600/1973, con il quale essa verifica i dati inseriti nei modelli e procede a correggere errori materiali o di calcolo e a ridurre detrazioni, deduzioni o crediti d’imposta, indicati in misura maggiore rispetto a quella spettante.

Il secondo controllo, invece, è finalizzato alla verifica formale, ai sensi dell’art. 36-ter, dpr 600/1973, che tende a incrociare i dati indicati nelle dichiarazioni presentate sulla base della documentazione conservata dal contribuente (o dal professionista incaricato) con i dati reperiti attraverso altri soggetti (enti assistenziali e previdenziali, banche e assicurazioni). Dalla risposta emerge un quadro chiaro di quanto la complessità redazionale, l’eccessiva richiesta di dati e informazioni, l’assenza di certezza e chiarezza delle disposizioni, il poco tempo a disposizione per la redazione, condizioni i rapporti tra contribuenti e Fisco.

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