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Sawiris vuole Telecom, il titolo vola

MILANO — Un aumento di capitale riservato per fare posto a Naguib Sawiris, l’ex patron di Wind che dopo aver venduto ai russi di Vimpelcom ora vuole entrare in Telecom Italia. L’offerta dell’imprenditore egiziano è arrivata venerdì sul tavolo del consiglio d’amministrazione del gruppo telefonico e oggi su richiesta della Consob il presidente Franco Bernabè ha confermato le anticipazioni del Corriere, spiegando di aver «ricevuto una comunicazione da parte del signor Naguib Sawiris nella quale viene rappresentato l’interesse all’investimento nel capitale di Telecom Italia mediante sottoscrizione di azioni di nuova emissione».
L’imprenditore egiziano potrebbe mettere sul tavolo fino a 3 miliardi di euro per acquisire una partecipazione in Telecom che, a questi livelli di capitalizzazione, ne farebbe il primo azionista singolo della compagnia. Sulle cifre non ci sono conferme, ma a giudicare dalla reazione della Borsa, dove Telecom ieri è arrivata a guadagnare fino al 6% (+4,2% la chiusura), gli operatori si attendono un ingresso a premio. «Voglio partecipare a un aumento di capitale — ha spiegato ieri Sawiris —. Il management ha detto che vuole studiare la proposta e che mi farà sapere».
L’offerta portata in consiglio da Bernabè non è stata quindi lasciata cadere. Il board «ha avuto notizia della lettera», ha affermato il presidente delle Generali e consigliere Telecom, Gabriele Galateri di Genola, «la cosa verrà approfondita e valutata in consiglio». Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Generali e Telefonica vogliono dunque andare a vedere le carte, anche perché spetterà comunque a loro decidere se imbarcare un nuovo socio con un aumento di capitale. E non è una decisione facile se si considera che l’investimento di Telco è in perdita e che una ricapitalizzazione, tanto più se riservata a un nuovo socio, avrebbe anche l’effetto di diluirne la partecipazione.
«Se c’è un interesse da parte di un soggetto per Telecom Italia vuol dire che nella società c’è un importante valore e questo non può che far piacere», si è limitato a osservare ieri Bernabè, anticipando che l’offerta egiziana, valida fino a fine anno, potrebbe essere discussa al prossimo consiglio in programma il 6 dicembre, già convocato per esaminare le offerte per La7 e definire l’assetto della rete. E proprio quest’ultimo dossier potrebbe creare le condizioni per l’ingresso di Sawiris, con un aumento di capitale che doterebbe la società delle risorse per lo sviluppo della banda ultralarga fissa e mobile.
Di certo il ritorno del Faraone sulla scena ha suscitato interesse. «Ogni qualvolta investitori istituzionali dicono di essere interessati all’Italia sono contento» ha commentato Corrado Passera, «è evidenza del fatto che sul futuro del Paese c’è ottimismo» per il ministro dello Sviluppo economico. A cui hanno fatto da eco le parole di Andrea Beltratti, presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, uno dei soci stabili di Telecom, che si è detto d’accordo «sul fatto che gli investitori sono i benvenuti e bisogna fare il possibile per metterli a proprio agio, purché abbiano programmi seri di crescita e di lungo periodo».

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