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Sator e Palladio chiamano l’Antitrust

di Sergio Bocconi

MILANO — Nuova offensiva di Palladio e Sator, che ieri hanno presentato un esposto all'Antitrust sull'operazione di integrazione tra Premafin, Fonsai Milano e Unipol segnalando, come si legge nella nota congiunta, «per quanto di competenza diversi profili ed effetti anticoncorrenziali». Il documento, di una trentina di pagine, riguarda anche «le condotte dei diversi soggetti interessati a tale operazione».
Nell'esposto, precisano fonti vicine alla vicenda, si sottolineano in sostanza due aspetti. Il primo riguarda profili di concentrazione: il nuovo polo assicurativo che nascerebbe dall'integrazione avrebbe oltre il 30% del mercato danni in Italia e circa il 40% della Rc auto. Il secondo è invece relativo appunto al ruolo di alcuni soggetti: secondo Palladio e Sator, che hanno predisposto una proposta alternativa, l'Authority deve considerare il doppio ruolo di Mediobanca e Unicredit, finanziatori delle società coinvolte nella transazione e anche «registi» della stessa. L'Antitrust, su notifica dell'operazione Fonsai da parte di Unipol, ha avviato da poco la fase di preistruttoria, quella cioè che entro 30 giorni si conclude con la decisione di aprire o no la vera istruttoria che porterà, al massimo in 45 giorni, al giudizio sull'operazione (divieto, approvazione, sì condizionato). A quel punto per legge la parola passa all'Isvap che, entro 30 giorni, deve esaminare l'impatto sul mercato assicurativo. In tutto, dunque, l'iter del procedimento può durare un centinaio di giorni. In questo caso l'esito definitivo arriverebbe intorno a metà luglio, più o meno cioè nel periodo in cui scade l'esclusiva stabilità dal contratto firmato da Premafin e Unipol. È comunque già chiaro agli attori dell'operazione, e in particolare a Unipol, che la preistruttoria è un atto dovuto e che l'ok sarà con ogni probabilità condizionato ad alcune cessioni. Secondo i calcoli della compagnia bolognese sulla semplice aggregazione delle attività, il nuovo polo dovrebbe avere il 15% del totale di quota di mercato in Italia, «fetta» che sale al 32% nei rami danni e al 37% nella specifica Rc auto. Il numero uno di Unipol, a più riprese, ha dunque affermato che l'obiettivo è non superare in alcuna provincia la soglia di mercato del 30% e che i target di raccolta premi stimati a regime tengono conto già delle eventuali cessioni disposte dall'Antitrust.
Sul ruolo di Unicredit e Mediobanca (che in teoria potrebbero essere oggetto di un profilo diverso di giudizio per «abuso di posizione dominante», sanzionabile anche successivamente) e in particolare della seconda, che ha organizzato il consorzio di garanzia per gli aumenti Unipol-Fonsai (da complessivi 2,2 miliardi), l'analisi dell'Authority dovrebbe rientrare in quella complessiva dell'operazione: solo di fronte a circostanze eccezionali (è accaduto in due casi, tra i quali Stream-Telepiù nel 2002) è ipotizzabile la sospensione preventiva. «Paletti» e condizioni per l'ok caratterizzano l'autorizzazione ma non la fermano. Palladio e Sator, comunque, con l'esposto portano a casa un «risultato»: in quanto «soggetti interessati» possono partecipare alle fasi dell'istruttoria e cioè avere accesso a documenti, chiedere l'audizione, presentare memorie scritte.
 

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