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«Sarà il mercato a ricapitalizzare»

Prima di tutto il mercato. Anche il ministero dell’Economia ieri, come la Banca d’Italia in conferenza stampa, ha indicato nelle «operazioni di mercato» la soluzione per coprire «le residue carenze patrimoniali» delle due banche italiane – Monte dei Paschi e Carige – chiamate a colmare entro i prossimi nove mesi il gap emerso con la “valutazione approfondita”, per alzare il capitale al limite del 5,5% previsto per lo scenario avverso della prova di stress test. Un orientamento, questo, che il Mef ha mantenuto nel corso delle crisi multiple che si sono succedute dal 2007 ad oggi: l’opzione dell’intervento per le banche a carico dei contribuenti come “ultima ratio”.
La solidità del sistema bancario italiano, e soprattutto la sua resistenza alla crisi della finanza strutturata e del debito sovrano, ha consentito finora allo Stato italiano di giocare un ruolo molto marginale sul fronte delle banche, con interventi per 4 miliardi nel 2007-2013 di cui 3 miliardi già rimborsati dal Montepaschi. Nulla è stato concesso dallo Stato a fondo perduto per “salvare le banche”. Sono stati erogati prestiti speciali a condizioni onerose, «tutt’altro che un regalo» ha evidenziato Fabio Panetta vicedirettore generale della Banca d’Italia. Interventi che hanno fruttato allo Stato una remunerazione attorno al 9%. La Banca d’Italia ieri ha snocciolato, citando i dati Eurostat, i «cospicui interventi» da parte di altri governi europei: 250 miliardi in Germania, quasi 60 in Spagna (di cui oltre 40 miliardi di aiuto allo Stato dal meccanismo di stabilità Esm), circa 50 in Irlanda (anche tramite l’Efsf, il fondo europeo Efsm, l’Fmi e prestiti bilaterali), 50 i Paesi Bassi, poco più di 40 in Grecia, 19 in Belgio e quasi 18 in Portogallo.
In una nota diramata ieri, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha pubblicamente «accolto con favore l’elevata trasparenza e accuratezza» del comprehensive assessment della Bce e degli stress test, sottolineando come i risultati di questo esercizio abbiano «confermato l’accresciuta capacità di tenuta del settore bancario nella Ue». Per l’Italia, il Mef ha ribadito che «nessuna banca italiana ha registrato una carenza con riferimento all’Aqr e allo scenario di base della prova di stress», tenendo conto degli aumenti di capitale per 11 miliardi dal 31 dicembre 2013 e altre misure patrimoniali per 4 miliardi.
Il Tesoro ha poi ripercorso le tappe della nuova procedura prevista in Europa per rafforzare il capitale delle banche, in vista dell’Unione bancaria e del meccanismo di vigilanza unico. «Le carenze di capitale dovrebbero in primo luogo essere coperte attraverso fonti private». Se questo non fosse sufficiente, o in caso di mercati chiusi, possono essere adottate altre misure tra le quali «il sostegno finanziario pubblico». Tuttavia, eventuali iniezioni di capitale pubblico sono soggette alle regole degli aiuti di Stato in modo che «il sostegno pubblico sia ridotto in maniera significativa attraverso la condivisione degli oneri da parte dei creditori privati». Il Governo italiano infine si impegna a istituire il quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi in tempi utili per la copertura delle carenze di capitale di Carige e Montepaschi.

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