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Sara Doris Un posto in consiglio Così cambierà Mediolanum

Si sente una quota rosa? Ride: «Beh, non mi è stato proposto di entrare nei consigli in questi termini». Sara Doris, figlia di Ennio, fondatore di Mediolanum, nei giorni scorsi è entrata nei board della holding quotata del gruppo e della banca. Affianca così il padre e il fratello Massimo. 
Perché entra ora?
«L’occasione per la holding è l’uscita di un consigliere che ha dovuto lasciare. Diciamo che essendo azionista e conoscendo l’azienda da oltre trent’anni è parso naturale propormi questo passo. La tempistica dipende però anzitutto da ragioni personali: ora che anche l’ultimo dei miei cinque figli è “abbastanza” grande, posso dedicare più tempo alle attività extra-familiari. E questo vale anche per il consiglio della banca».
Altrimenti avrebbe fatto più «carriera»?
«Avere una famiglia numerosa è stata “la” mia scelta di vita. Che ho anteposto a qualsiasi altra opzione, compresa quella di una “carriera”. Oggi Lunachiara ha 17 anni, Aqua 15, Sara Viola 13, Agnese 7 e Davide 5: desidero continuare a dedicare loro tutto il tempo che posso, ma oggi mi sento di farlo con maggiore flessibilità rispetto al passato. Perciò ho accettato la proposta di entrare nei consigli».
I nomi dei figli: un po’ particolari, un vezzo?
«Quando ero più giovane ho lasciato mi ispirassero sensazioni personali “forti” (amo la luna quando è bianca: la sua luce è positiva), letture (per Aqua, Paulo Coelho), esperienze (una suonatrice di viola mi aveva particolarmente commosso). Poi, con l’età è intervenuta un po’ di… maturità e sono forse diventata meno naïf. Per Agnese ha prevalso la nostalgia di mia nonna. Per Davide ha scelto mio marito: il re dei re. Capirà: l’ultimo, maschio, si sente almeno un principe…».
Sono in arrivo nuovi incarichi in azienda?
«In Mediolanum in passato mi sono occupata di marketing, ho anche fatto esperienza nel call center, sono stata responsabile degli “intangible”, e in particolare del bilancio sociale. Poi con la scelta di avere più figli ho dedicato il tempo a disposizione alla Fondazione Mediolanum, nata nel 2002 e dal 2005 orientata al sostegno all’infanzia: da allora per i nostri progetti abbiamo erogato 7,6 milioni e aiutato 25 mila bambini».
E ora?
«Al momento continuo a occuparmi della Fondazione. Poi si vedrà».
Ma ruoli operativi? Suo padre sta progressivamente affidando lo “scettro” a Massimo.
«Fa benissimo. Io stimo molto Massimo professionalmente e lo adoro come fratello. Non abbiamo mai litigato. Lui dice: perché io sono buono. È vero».
Quindi approva questa successione “maschile” .
«Maschile? Piuttosto dipende dalle scelte fatte da ciascuno di noi. Approvo e apprezzo questo percorso».
Quale valore aggiunto ritiene di dare ai board?
«Come le ho detto conosco questa azienda da tanti anni. Ho vissuto il sogno realizzato di mio padre, conosco le sue strategie e i suoi valori, che condivido completamente. Detto questo ritengo di poter dare, in un’azienda “maschile”, anche punti di vista diversi, in quanto donna. Il mix è sempre utile. Ed è un valore aggiunto, non crede?»
Cosa pensa della possibile uscita di Berlusconi secondo quanto disposto da Bankitalia?
«Berlusconi ha sostenuto la realizzazione del sogno imprenditoriale di mio padre e gli ha sempre dato carta bianca. Mi dispiacerebbe veramente molto se la famiglia dovesse uscire completamente dal gruppo».
Come vede il futuro di Mediolanum?
«Ovviamente mi piacerebbe restasse nelle mani della mia famiglia. Sotto il profilo gestionale se ne deve occupare chi è capace e certo non ci mancano le risorse».
I suoi figli?
«È presto, però la più grande intende studiare business e ha un’opzione per entrare in un’ottima università a New York. Aqua mi sembra più orientata alla psicologia. Va bene tutto, purché ciascuno segua la propria vocazione».
Dica la verità: lei fa yoga, è vegana…
«Per carità: sono di Tombolo e in casa la carne si mangia! Yoga? Preferisco dedicarmi alla ricerca interiore in altro modo: ogni lunedì sera partecipo a incontri di preghiera».
Dove passa i weekend?
«Spesso a casa, con cinque figli non è semplice muoversi e poi tutti hanno i piccoli e grandi impegni. Di frequente siamo a pranzo la domenica dai nonni e andiamo a Messa in piazza Wagner. Mi piacciono le omelie di Don Domenico e c’è sempre un’atmosfera gioiosa».
Senta, ma è tutto vero?
«Cioè è tutto troppo normale? Grazie a Dio sì».
Lei che è vicina all’infanzia disagiata, ha mai pensato ad adozione o affido? Tipo Angelina Jolie
«Tipo chi…? A parte le battute sì, ci abbiamo pensato. Mio marito soprattutto. Io forse non ne ho il coraggio. Perché in ogni caso è una scelta per sempre».
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