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Sapaz, alla famiglia Agnelli dividendi per 24 milioni

La Giovanni Agnelli & C Sapaz, l’accomandita a capo del gruppo Fiat, stacca un assegno di 24 milioni per i suoi azionisti. Questo dopo aver chiuso i conti dello scorso esercizio con un utile di 38,2 milioni, in calo rispetto a quello dell’anno prima quando i profitti avevano raggiunto i 52 milioni. Della cedola complessiva, quasi 9 milioni finiranno alla Dicembre, lo scrigno controllato dal presidente del gruppo Fiat John Elkann e primo azionista della cassaforte di casa Agnelli con una quota che a fine ottobre arriverà a quasi il 37%.
I conti della Sapaz
La cassaforte, che detiene il 51,5% del capitale complessivo di Exor, la holding a capo del gruppo Fiat, nel 2012 ha registrato una contrazione dei profitti di 14 milioni principalmente a causa di «minor dividendi incassati (-14 milioni)», spiega la relazione della gestione della Sapaz. Tale trend è destinato però a invertirsi rapidamente. Intanto perché, come è sottolineato nel documento, «in base alla delibera adottata dal cda di Exor, nel 2013 la Giovanni Agnelli & C incasserà dividendi per 44 milioni e per l’esercio del 2013 è quindi previsto un risultato positivo». Ma soprattutto perché, come è noto, Exor ha chiuso il primo semestre 2013 con un utile netto balzato a 1,671 miliardi di euro grazie alla maxi plusvalenza di 1,511 miliardi sulla cessione della quota di controllo nella società elvetica Sgs. Insomma quanto basta per immaginare un andamento dei profitti della Sapz, i cui risultati sono legati a doppio filo alla partecipazione in Exor, in forte crescita.
Tra le altre curiosità di bilancio emerge poi che la società durante l’anno ha incrementato la partecipazione in Old Town e i finanziamenti erogati da quest’ultima alla Sapaz hanno raggiunti i 102 milioni dai 20 milioni dell’anno prima. Sul fronte dei debiti, invece, la posizione finanziaria netta della società alla fine dello scorso anno era pari a 154 milioni. In proposito i debiti verso banche vedono linee di credito per 181 milioni di cui 130 milioni relativi a linee che scadono tra settembre e gennaio 2014.
Il valore della Sapaz
I dati di bilancio della cassaforte della famiglia Agnelli sono stati approvati lo scorso 7 giugno dai grandi soci della Sapaz. In quella occasione, la famiglia ha anche provveduto aall’autorizzazione di altre due delibre. In primo luogo il rinnovo del mandato triennale ai due soci accomandatari Maria Sole Agnelli e Gianluigi Gabetti. La loro carica all’interno dell’accomandita scadeva infatti quest’anno. Inoltre è stato rinnovato il piano di acquisto di azioni proprie per un massimo di 25 milioni di euro da investire. In proposito emerge dalla relazione che le ultime compravendite sono avvenute nel mese di gennaio 2013: sono state acquistate 4.500 azioni in piena proprietà al prezzo medio unitario di 602,52 euro. Un prezzo che, spalmato sull’intero capitale, fornisce un valore indicativo della Sapaz della famiglia Agnelli: circa 1,8 miliardi. Se poi si considera che nell’ambito del nuovo piano di riacquisto di azioni proprie è fissato che la compravendita non possa avvenire a un valore superiore a 1000 euro per azione, si arriva dunque a un valore della Sapaz pari a circa 3,2 miliardi di euro che altro non è che la metà circa dell’attuale capitalizzazione di Exor. Nel libro soci è la Dicembre ad avere la quota più alta e peraltro a breve la posizione sarà rafforzata. Il prossimo 15 ottobre scatterà infatti la possibilità da parte dei soci della Giovanni Agnelli & C Sapaz di convertire il prestito da 200 milioni in scadenza quest’anno ed emesso nel 2008. La cassaforte che fa capo agli eredi di Gianni Agnelli a partire dal presidente del gruppo Fiat John Elkann salirà così a un soffio dal 37% rispetto all’iniziale quota del 35%.

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