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Sanzioni, scatta la mediazione

I termini processuali per il ricorso ripartono oggi – lunedì 17 settembre – con un’importante novità sul fronte della mediazione tributaria. Chi deve risolvere una possibile lite tributaria di valore non superiore a 20mila euro con l’agenzia delle Entrate, infatti, trova nella circolare 33/E del 3 agosto scorso margini di manovra più ampi per ottenere uno sconto sulle sanzioni.
Atto senza imposte
Il primo chiarimento importante della circolare riguarda la proposta di riduzione al 40% delle sanzioni che l’ufficio può fare nelle ipotesi in cui il provvedimento che il contribuente contesta riguardi per l’appunto solo le sanzioni.
Chi è destinatario di un provvedimento di irrogazione di sanzioni può ottenere – così come in passato – la riduzione a 1/3 della somma se va a pagare entro il termine per fare ricorso (articolo 16 Dlgs 472/1997). In passato però si riteneva che il contribuente dopo aver impugnato il provvedimento davanti al giudice – se non aveva pagato – non potesse utilizzare la procedura della conciliazione giudiziale prevista dall’articolo 48 del decreto sul contenzioso. Il che precludeva la riduzione al 40% delle sanzioni. Si riteneva, infatti, che la riduzione delle sanzioni fosse un effetto riflesso di una conciliazione che doveva riguardare innanzitutto le imposte. Per cui se di imposte non si discuteva, non era possibile fare una conciliazione in sede di giudizio.
La circolare, ora, prevede che il destinatario di un atto di irrogazione di sole sanzioni per somme non superiori a 20mila euro possa chiedere in sede di reclamo e mediazione quella riduzione, e prevede che sia lo stesso ufficio – anche se la richiesta non è stata avanzata dal privato – a proporre quella riduzione.
Questa conclusione, sostiene l’Agenzia, pur se non immediatamente rinvenibile dal tenore dell’articolo 48, comma 6, del Dlgs 546/92 (richiamato dalla norma sulla mediazione), è coerente con il sistema di definizione degli atti impositivi complessivamente delineato dal legislatore.
Gli omessi versamenti
La seconda novità riguarda la riduzione al 40% delle sanzioni applicate con le cartelle emesse per omessi o tardivi versamenti a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione ai sensi dell’articolo 36-bis del Dpr 600/1973.
L’omesso o il tardivo versamento delle somme esposte in dichiarazione è sanzionato con la percentuale del 30 per cento; se il contribuente effettua il pagamento entro 30 giorni dalla comunicazione prevista dal comma 3 dell’articolo 36-bis citato e dall’articolo 54-bis del Dpr 633/72 in materia di Iva, questa sanzione viene ridotta al 10 per cento.
In passato si è sostenuto spesso che il contribuente, se non pagava entro i 30 giorni e se impugnava il provvedimento davanti al giudice, non poteva utilizzare la procedura della conciliazione e non poteva godere della riduzione al 40% della sanzione, poiché il ruolo era stato già formato e si doveva attendere solo la sentenza del giudice.
La circolare risolve il problema in senso liberale poiché consente che – in sede di mediazione e sempre che l’importo in contestazione non sia superiore a 20mila euro – la parte privata o l’ufficio possano formula proposta di riduzione della sanzione al 40 per cento. In questo modo, se l’accordo si conclude, il contribuente ha il vantaggio di non pagare la sanzione nella misura del 30% della somma non versata (o non versata in tempo), ma di pagare solo il 12% effettivo, e cioè il 40% del 30 per cento.
Provvedimenti oltre il minimo
Una terza novità riguarda il potere riconosciuto dalla circolare 33/E di rideterminazione della sanzione – in sede di mediazione, per controversie di valore non superiore a 2omila euro – quando la sanzione nel provvedimento impugnato è stata applicata oltre il minimo edittale, nonché il potere di applicazione della riduzione al 40% sulla somma rideterminata. Il nuovo istituto della mediazione obbligatoria costituisce in questo modo uno strumento di grande utilità che consente all’Agenzia una rivisitazione dei propri provvedimenti sanzionatori, soprattutto di quelli che comportano una certa discrezionalità, perché per esempio la sanzione è maggiore del minimo edittale.

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