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Sanzioni light per chi dichiara entro l’anno

Non solo la revisione della riscossione coattiva. Sul treno dell’attuazione della delega fiscale, che dovrà arrivare oggi in Cdm (senza ulteriori ritardi pena la decadenza di un bel pezzo di riforma), sale in corsa anche la revisione delle sanzioni amministrative. Nell’ultimo giro di tavolo di ieri tra tecnici del Mef e della Ragioneria per verificare testi e coperture dei decreti delegati in arrivo oggi a Palazzo Chigi, si sarebbe trovata la quadra anche per aggiungere nel Dlgs delle sanzioni penali anche la “mitigazione” secondo principi di proporzionalità delle sanzioni amministrative. 
A partire da quelle per l’omessa dichiarazione Irpef, Ires, Irap e Iva. Oggi se il contribuente o l’impresa non presenta la denuncia al fisco entro 90 giorni dalla scadenza (ossia entro la fine dell’anno) si vede comunque applicare la sanzione del 100 o del 200 per cento. Con la modifica in arrivo, lo stesso contribuente avrà un anno di tempo per presentare la sua dichiarazione e, se lo farà, il suo comportamento – comunque ritenuto virtuoso dal fisco – gli consentirà di vedersi applicare la sanzioni in misura ridotta. Sulle percentuali esatte si dovranno attendere gli ultimi conti della Ragioneria generale dello Stato. Ma, in una delle ultime ipotesi formulate, la sanzione amministrativa per chi presenta la dichiarazione omessa entro l’anno potrebbe andare dal 60% al 120 % delle imposte dovute.
Altro intervento per evitare l’applicazione di sanzioni amministrative uguali per tutti, viene prevista una riduzione per chi evade “poco” e senza aver utilizzato falsi documenti, artifici o raggiri. Anche qui il comportamento di imprese e contribuente viene considerato virtuoso e diverso da chi evade “pesantemente” e inganna il fisco. Si va verso una riduzione del 20% (percentuale da confermare in funzione delle nuove coperture) della sanzione se la maggiore imposta o il minore credito accertati sono inferiori al limite del 3% di quanto dichiarato e comunque complessivamente inferiori a 30mila euro. Anche in questo caso il limite del 3% è oggetto di valutazione in termini di copertura e per questo potrebbe anche essere eliminato.
Livelli di riduzione delle sanzioni tutti ancora da confermare anche per chi arriva tardi alla cassa. L’attuale sanzione del 30% dell’imposta non pagata verrà ridotta (anche fino della metà) in caso di lieve inadempienza. In sostanza il soggetto in questione se procede al versamente entro pochi giorni di distanza dal temine di pagamento “saltato” potrà beneficiare della riduzione riducendo di fatto così il costo del ravvedimento operoso .
Il principio della lieve inadempienza per i pagamenti spontanei, viene replicato anche per le lievi inadempienze in caso di pagamento coattivo: chi versa nei 5 giorni successivi alla scadenza della rata non perde i benefici della dilazione (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).
La caccia alle coperture ha portato invece alla sospensione della norma che vorrebbe uniformare al 2,5% tutti gli interessi, inclusi quelli sui rimborsi. Mentre viene confermato il taglio dell’aggio che andrà all’erario, ma anziché scendere di due punti si abbasserebbe di un punto e mezzo (dall’8 al 6,5%).
Nel Cdm di oggi oltre a quelli su riscossione e sanzioni amministrative e penali sono attese anche le misure attuative dei nuovi interpelli e del contenzioso tributario, nonché quelle sulle nuove attribuzioni e sulle convezioni delle agenzie fiscali.
Fino a tarda sera, poi, si è continuato a lavora sulla possibilità di una norma d’urgenza per superare il nodo dei dirigenti del fisco decaduti dopo la pronuncia della Consulta del marzo scorso. La strada più probabile al momento è che la soluzione del problema possa prendere la forma dell’emendamento al Dl Enti locali appena entrato in Parlamento. Tra le novità dell’ultima ora, c’è il possibile passaggio della gestione del nuovo concorso per esami – da chiudere entro giugno 2016 – dalle Entrate alla Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna). E, in attesa delle selezioni, la nomina per titoli di posizioni organizzative con un’indennità di 27mila euro. Ma, mentre il confronto a Via XX settembre continua, la Ctr Lombardia rinvia alla Corte dei conti la palla sul possibile danno erariale per gli atti dichiarati nulli sottoscritti dai «decaduti» (si veda l’articolo in basso).

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