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Sanzioni e controlli, ultimi nodi Ma lo smart working resterà

Come cambia il lavoro con l’obbligo di Green Pass?Senza certificato verde non si potrà accedere ai luoghi di lavoro, sia nel settore pubblico che nel privato. Ci saranno eccezioni?Quelle previste sin qui dalla legge: lavoratori esentati dal vaccino e dotati di un certificato medico che lo attesta. Chi controlla il Green Pass?Il datore di lavoro incaricherà un addetto che verificherà con l’apposita App già in funzione.Può farlo il medico aziendale?No, lo chiarisce una nota di Anima, associazione nazionale dei medici d’azienda. Si viola la privacy del lavoratore?«Se si utilizzerà la App già in uso ai ristoranti, la privacy è garantita perché il datore non sa se il lavoratore è vaccinato, guarito dal Covid o tamponato», risponde il giuslavorista Valerio De Stefano. Il lavoratore rischia discriminazioni?«Il rischio si riduce in modo drastico con l’App, se cioè si mantiene la riservatezza sui dati del lavoratore e si impedisce il loro uso indiscriminato». La norma può prevedere sanzioni esplicite, come nel caso degli insegnanti?«La sanzione scatta comunque, se la prestazione non è eseguibile senza Green Pass: non occorre esplicitarla», dice De Stefano. «Il datore può sospendere il lavoratore e lasciarlo a casa senza stipendio. Come extrema ratio può arrivare perfino a licenziarlo per motivo oggettivo, se non ha un modo alternativo di farlo lavorare».E se c’è l’alternativa dello smart working?«Se la prestazione è eseguibile da remoto e la norma non esclude il lavoro agile in modo esplicito per le imprese, il datore deve concedere lo smart working», dice De Stefano. Nel caso della Pubblica amministrazione il ministro Brunetta ha già chiarito che il lavoro agile sarà residuale.Si rischiano due blocchi di lavoratori: con il Pass in presenza e No Vax da remoto?«L’obbligo di Green Pass, ragionevole anche per evitare fughe in avanti delle aziende che si muovono in ordine sparso, serve a garantire sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Non al buon andamento delle aziende né a gestire il lavoratore».Il datore non può negare lo smart working al lavoratore che si dichiara privo di Pass?«Se la mansione lo consente, non può usare l’obbligo di Pass per sanzionare i lavoratori che possono lavorare da remoto», conferma De Stefano. Cosa pensano i sindacati dell’obbligo di Green Pass per tutti i lavoratori?«Mai stati contrari: è una scelta di coerenza, ma no a penalizzazioni e sanzioni per i lavoratori», dice Tania Scacchetti (Cgil).«Intervento necessario per sostenere la campagna di vaccinazione ed evitare che le aziende si muovano con iniziative unilaterali», aggiunge Giorgio Graziani (Cisl). «Ma c’è il nodo del tampone per chi non vuole o può fare il vaccino: chi paga?», nota Ivana Veronese (Uil).Chi paga il tampone ai lavoratori non vaccinati?I sindacati sostengono che il tampone non può diventare un costo per il lavoratore.Confindustria dice no: «Il costo non può essere a carico delle imprese, altrimenti si scoraggia la vaccinazione». Nella scuola la gratuità dei tamponi è stata garantita solo ai lavoratori fragili.Cosa pensano le imprese dell’obbligo di Green Pass?«Fatto decisamente positivo», dice Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti. «Si superano i paradossi: clienti sì e inservienti no. E si torna gradualmente alla normalità. Ma ci auguriamo che lo Stato, almeno in parte, si faccia carico del costo del tampone: la gestione del Green Pass è di per sé costosa per le aziende».Il Protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro dovrà essere aggiornato?«Non necessariamente, la nuova norma di legge vale per tutti», risponde il giuslavorista De Stefano. «Ma le parti sociali potranno voler tradurre la norma in indicazioni specifiche per settore». I sindacati chiedono però che le misure di prevenzione, recepite dal Protocollo poi assorbito da una legge del 2020, siano mantenute: distanziamento, mascherine, sanificazioni, dispositivi come guanti, tute, plexiglass.

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