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Sanzioni Consob, la competenza è del giudice ordinario

Il Tar del Lazio non può avere la giurisdizione esclusiva sui ricorsi irrogati dalla Consob, perché la materia è di competenza propria dei tribunali ordinari. È una bocciatura secca, e dalle ricadute operative prevedibilmente forti, quella arrivata ieri dalla Corte Costituzionale (sentenza 162) sul neonato Codice del processo amministrativo (Dlgs 104/2010).
Gli articoli che devolvono tutte le controversie relative alle sanzioni Consob al giudice amministrativo (e non solo: in esclusiva al Tar Lazio) sono incostituzionali, perché eccedono la delega parlamentare e perché sono tra l’altro in contrasto con una lunga giurisprudenza di Cassazione sull’argomento. Per effetto della decisione della Consulta, quelle norme vengono cancellate e, pertanto, le impugnazioni contro le deliberazioni della Consob verranno giudicate dai tribunali ordinari competenti per territorio.
A sollevare la questione di legittimità era stata, nel marzo dello scorso anno, la Corte d’appello di Torino nell’ambito del procedimento civile promosso dalla società Inprogramme sas contro una sanzione irrogatale dalla Commissione nazionale per le società e la borsa. Secondo la Consulta le perplessità della corte piemontese sono del tutto pertinenti. Innanzitutto perchè l’attività esercitata dalla Consob in queste materie, sottolineano i giudici, non è «espressione di mera discrezionalità amministrativa», che come tale giustificherebbe la scelta del giudice-Tar, ma si tratta piuttosto dell’esercizio di un potere che incide nei diritti soggettivi di persone ed enti: oltre a infliggere sanzioni pecuniarie, la Consob è infatti autorizzata a emettere provvedimenti interdittivi, che possono arrivare fino al divieto a svolgere attività d’impresa. La tutela di queste posizione giuridiche, pertanto, non può che trovare la sua sede naturale davanti al tribunale ordinario.
Del resto la Corte di Cassazione aveva da lungo tempo fissato questi principi, sottolineando che la competenza a conoscere delle opposizioni contro le sanzioni inflitte dalla Consob ai promotori finanziari spetta all’autorità giudiziaria ordinaria, anche perchè «tali sanzioni debbono essere applicate sulla base della gravità della violazione e tenuto conto della eventuale recidiva e quindi sulla base di criteri che non possono essere espressione di discrezionalità amministrativa» (Sezioni Unite Civili 13703/04). E anche il Consiglio di Stato aveva sempre sostenuto il vecchio sistema di impugnazioni previsto dal dlgs 58/1998, salvo adeguarsi dal 2010 al nuovo Codice del processo amministrativo.
Il ritorno alla giurisdizione ordinaria per i ricorsi contro la Consob smonta uno dei pilastri della riforma di due anni fa, che aveva cercato di mettere ordine al caos giurisdizionale su varie tematiche trasferendo d’autorità molte competenze al Tar Lazio, anche per ottenere una prevedibile omogeneità di decisioni. Ma seguendo questa via il Governo in realtà si era allontanato dalla legge delega parlamentare, che non aveva previsto e cioè consentito questa “scorciatoia”.

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