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Sanzioni black list fino al 2015

Per le violazioni in materia di separata indicazione in Unico dei costi black list si applicano sino al 2015 le relative sanzioni nonostante, a partire dal 2016, la norma che limita la deducibilità dei componenti negativi sia stata abrogata; sempre fino al 2015 in caso di applicazione delle disposizioni in materia di Cfc (Controlled foreign compagnie), la deducibilità dei costi sarà automatica anche laddove questi siano superiori al valore normale. In ogni caso, la dimostrazione del quantum in termini di valore normale e per la parte eccedente, va fornita da parte del contribuente. Sono questi alcuni dei chiarimenti che l’agenzia delle entrate ha fornito con la circolare n. 39 di ieri con la quale l’amministrazione finanziaria ha passato in rassegna l’articolata disciplina dei componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con soggetti in black list: Una disciplina che, tra il 2014 ed il 2016, è stata modificata tre volte. Con l’ultimo intervento, contenuto nella legge di stabilità per il 2016, la norma che limitava la deducibilità in questione è stata definitivamente abrogata mentre, per il periodo di imposta 2015, si assiste ad una deducibilità incardinata su due concetti quali quelli del valore normale e quella dell’effettivo interesse economico dell’operazione che consente la deducibilità della parte eccedente il valore normale. Ciò posto, dunque, l’agenzia delle entrate dedica una prima parte della circolare alla rappresentazione della evoluzione normativa in materia distinguendo l’analisi in relazione alle regole in vigore per i periodi di imposta 2014, 2015 e 2016.

L’applicabilità delle sanzioni. L’agenzia delle entrate chiarisce come, nonostante l’eliminazione di un qualsivoglia vincolo particolare nella deducibilità dei costi ( ferma restando l’inerenza degli stessi, evidentemente), dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità, che le sanzioni previste per la mancata indicazione dei componenti negativi in dichiarazione si rendono ancora applicabili sino a tutto il periodo di imposta 2015. In altri termini, la modifica della norma sostanziale e l’implicita abrogazione delle disposizioni sanzionatorie operano pienamente soltanto dal 2016 in quanto secondo l’amministrazione finanziaria le modifiche in questione non sono da considerare come ascrivibili al principio del favor rei. Per giungere a tale conclusione l’amministrazione finanziaria sottolinea come, di fatto, vi sia una deroga normativa alla applicabilità del favor richiamando nel contempo una pronuncia della Corte di cassazione sul tema. Stessa conclusione viene raggiunta in relazione alla possibile applicazione della sanzione per infedele dichiarazione nel caso in cui non sussistano le esimenti previste dalle norme in vigore prima delle modifiche della legge di stabilità. Pertanto, sia in relazione al periodo di imposta 2014 e precedenti nonché con riferimento al periodo di imposta 2015, eventuali violazioni commesse alla disciplina contenuta nell’articolo 110, commi 10 e seguenti del Tuir potranno essere sanzionate con riferimento, in particolare, a quanto previsto dal comma 3 bis dell’articolo 8 del decreto legislativo n. 471 del 1997 in relazione alla mancata separata indicazione nel modello Unico.

Le disposizioni per il 2015. Per il periodo di imposta 2015, e dunque in relazione alle dichiarazioni che sono di prossima scadenza, la norma prevede una sorta di doppio binario per la deducibilità dei componenti negativi da black list. Una parte di deducibilità degli stessi è ancorata all’applicazione del valore normale, nel senso che la transazione di specie, il cui quantum è compreso entro questi limiti, viene regolata con un regime di integrale deducibilità. Per la parte eccedente il valore normale, invece, sussiste la necessità di dare una dimostrazione ulteriore della “bontà” dell’operazione effettuata in relazione al suo effettivo interesse economico. Su questi aspetti sono due i punti che, leggendo la circolare, appaiono meritevoli di essere sottolineati. Il primo riguarda il regime probatorio che, sia ai fini della dimostrazione della quantificazione del valore normale sia in relazione alla parte eccedente, è sempre a carico del contribuente. Il secondo aspetto riguarda, invece, la relazione tra la normativa Cfc e la deducibilità integrale dei costi black list in relazione, in particolare, al periodo di imposta 2015. La circolare afferma infatti che in caso di applicazione del regime Cfc e dunque di imputazione per trasparenza del reddito, i componenti negativi in questione potranno formare oggetto di deducibilità integrale anche per la parte eccedente il valore normale. Più in generale, l’aspetto legato alla applicazione del valore normale ricalca la normativa in materia di prezzi di trasferimento che, al contrario delle norme in tema di deducibilità dei costi, non è stata in alcun modo modificata. Un onere, dunque, che dovrà essere soddisfatto in prima fase attraverso la compilazione della dichiarazione e, successivamente, in caso di eventuale controllo da parte degli organi competenti.

Duilio Liburdi

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