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Sanzioni, ampia discrezionalità

Sistema sanzionatorio amministrativo a connotazioni variabili in relazione alla gravità, ripetitività e sistematicità delle violazioni perpetrate. Esse terranno conto anche della «ricchezza» di chi compie l’illecito.

È quanto deriva dalla lettura degli artt. 56, 57, 58 nonché 66, 67 e 68 del decreto legislativo attuativo della IV direttiva antiriciclaggio.

Le sanzioni riguardano il mancato assolvimento degli obblighi di adeguata verifica, conservazione dei dati documenti ed informazioni relative a clienti, mancata segnalazione di operazione sospetta, irregolarità in tema di contanti e titoli al portatore.

Le sanzioni penalmente rilevanti, sono previste (art. 55) solo in caso di falsificazione di dati attinenti al cliente, al titolare effettivo, all’esecutore, nonché sullo scopo e natura del rapporto continuativo o della prestazione professionale e dell’operazione.

In linea con i dettami della direttiva 2015/849 (articolo 57), l’articolo 67 prevede che le sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie applicate dal Mef e dalle autorità di vigilanza di settore tengano conto in primis del fatto che il destinatario sia una persona fisica o giuridica ed inoltre di una ulteriore serie di fattori e cioè:

a) la gravità e durata della violazione;

b) il grado di responsabilità della persona fisica o giuridica;

c) la capacità finanziaria della persona fisica o giuridica responsabile;

d) l’entità del vantaggio ottenuto o delle perdite evitate per effetto della violazione, nella misura in cui siano determinabili;

e) l’entità del pregiudizio cagionato a terzi per effetto della violazione, nella misura in cui sia determinabile;

f) il livello di cooperazione con le autorità di cui all’articolo 21, comma 2, lettera a) prestato della persona fisica o giuridica responsabile;

g) l’adozione di adeguate procedure di valutazione e mitigazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, commisurate alla natura dell’attività svolta e alle dimensioni dei soggetti obbligati;

h) le precedenti violazioni delle disposizioni del decreto.

In ogni caso viene introdotto nell’ambito delle sanzioni antiriciclaggio il criterio del cumulo giuridico attraverso un espresso richiamo degli articoli 8 e 8-bis della legge n. 689/81

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