Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Santander salva Banco Popular

Con un’operazione che ricorda quella di Ubi in Italia con le tre good bank, Banco Santander rileverà il Banco Popular per un euro, dopo che la Bce ha riconosciuto che la sesta banca spagnola per valore di asset era sull’orlo del fallimento. Il valore della transazione è ovviamente figurativo, dal momento che l’istituto presieduto da Ana Patricia Botin dovrà sostenere un aumento di capitale da 7 miliardi di euro per ripulire il bilancio di Banco Popular, zavorrato da 37 miliardi di pignoramenti e Npl accumulati con l’esplosione della bolla immobiliare.

Il titolo dell’istituto era crollato del 50% la scorsa settimana, mentre ieri era sospeso dalle negoziazioni alla borsa di Madrid.

La fusione creerà la prima realtà iberica per prestiti e depositi con 17 milioni di clienti. In Spagna Santander non è la banca più grande (le maggiori sono Bbva e CaixaBank), ma aveva già acquisito la divisione portoghese di Banco Popular. Quest’ultima, dal canto suo, ha una rete molto solida e capillare tra le pmi. Santander ha precisato che dall’operazione avrà un ritorno sull’investimento fra il 13 e il 14% entro il 2020. Le riserve che dovrà accantonare ammontano a 7,9 miliardi, alzando il tasso di copertura dal 45 al 69%.

Il Banco Popular ha chiuso il 2016 con perdite per 3,5 miliardi, nonostante l’aumento di capitale da 2,5 mld. Le nuove passività in arrivo per le rettifiche sui crediti deteriorati intaccheranno ulteriormente l’indice di capitale, il Cet 1, che oggi è al 7,1% contro l’11% delle altre banche. Nel frattempo l’istituto procede con le dismissioni. Secondo la stampa spagnola sta negoziando la vendita di un portafoglio di crediti immobiliari da 2 miliardi, dopo la cessione della controllata americana TotalBank. Allo studio ci sarebbe anche la vendita di altre partecipazioni industriali e societarie per oltre 2,5 mld.

Il settore bancario spagnolo aveva ricevuto nel 2012 circa 40 miliardi di euro dal fondo europeo Esm. Ma il fatto più clamoroso è che Banco Popular aveva superato pienamente lo stress test dell’Eba nel 2016.

Bruxelles ha appoggiato lo schema di risoluzione e cessione in blocco perché «sussistevano tutti i presupposti» del caso e perché la strada decisa «era la migliore per assicurare la continuità delle importanti funzioni svolte dalla banca e per evitare effetti avversi sulla stabilità finanziaria». Inoltre, «in questo caso specifico, le perdite sono state pienamente assorbite da azionisti e obbligazionisti subordinati», che si sono visti azzerare i titoli.

Gli analisti di Kepler Cheuvraux hanno tagliato il rating del Santander da buy a hold, mantenendo il prezzo obiettivo a 6,5 euro. Il downgrade dipende dal rischio dell’operazione. Gli analisti temono che sui bond At1 (1,25 miliardi di valore) e Tier 2 (560 milioni) possano insorgere pesanti cause contro la banca per misselling, cioè vendita fraudolenta dei titoli. La maggior parte dei Tier 2 è in mano ai risparmiatori. Il titolo Santander ha perso lo 0,88% a 5,749 euro.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa