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Santa Sede sorvegliata speciale

di Gabriele Frontoni  

La Santa Sede sarà valutata dall'organo di monitoraggio del consiglio d'Europa sulla lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Dando seguito alla richiesta dello stato della Città del Vaticano, il comitato dei ministri europei ha adottato una risoluzione esprimendo il proprio consenso, con effetto immediato, alla partecipazione della Santa Sede al comitato del Moneyval.

E così, d'ora in avanti consiglio d'Europa e Santa Sede valuteranno le misure contro il riciclaggio di capitali oltre alle modalità di una visita di valutazione da parte degli esperti europei, in vista di un esame del primo rapporto di valutazione relativo alla Santa Sede. Il 30 dicembre 2010, Papa Benedetto XVI aveva aperto una breccia nell'impenetrabilità del sistema finanziario vaticano attraverso la pubblicazione di una lettera Apostolica per «la prevenzione e il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario», e applicando alla Santa Sede, a partire dal primo aprile scorso, la legge 127 prevista dalla convenzione monetaria fra lo stato della Città del Vaticano e l'Unione europea, datato 17 dicembre 2009, che adegua la chiesa alle regole comunitarie in materia di riciclaggio e di trasparenza. La norma, che stabilisce l'istituzione di un'Authority finanziaria strutturata sul modello dell'Uif, prevede il rispetto degli obblighi di prevenzione in materia di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo per le banche, gli intermediari assicurativi, i locatari di cassette di sicurezza, gli uffici cambi, i gestori di denaro e di strumenti finanziari, gli amministratori di trust attivi nella Città del Vaticano, ma anche i notai e gli avvocati che prestano la loro opera in nome e per conto del cliente a una qualsiasi operazione finanziaria o immobiliare. In caso di operazioni di riciclaggio di denaro sporco, i trasgressori andranno incontro a una pena detentiva da 4 a 12 anni oltre a una multa compresa tra mille e 15 mila euro. E questo, anche nei casi in cui le attività che hanno generato il denaro da riciclare si sono svolte nel territorio di un altro stato. Pene ancora più severe per le associazioni con finalità di terrorismo o di eversione. In questo caso, «chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia persone o associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione è punito con la reclusione da 5 a 15 anni», si legge nella norma. Il comitato di esperti del Moneyval, chiamato a giudicare la trasparenza delle finanze Vaticane, è un organo di monitoraggio istituito in seno al consiglio d'Europa incaricato di valutare la conformità con le pertinenti norme internazionali ed europee in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo e l'efficacia dell'attuazione di questi strumenti. In questo ambito, gli esperti del Moneyval formulano raccomandazioni sottoposte all'attenzione delle autorità nazionali riguardo ai miglioramenti che potrebbero essere apportare dai governi ai loro sistemi di trasparenza finanziaria. Al momento, sono 28 gli stati membri del consiglio d'Europa sotto attenta valutazione da parte del Moneyval. Si tratta di Albania, Andorra, Armenia, Azerbaigian, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Georgia, Ungheria, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Malta, Moldova, Monaco, Montenegro, Polonia, Romania, Federazione russa, San Marino, Serbia, Slovacchia, Slovenia, «ex Repubblica iugoslava di Macedonia» e Ucraina), oltre a uno stato non membro (Israele).

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