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Sanremo, la Gdf apre il festival

di Mauro Pizzin

Sarà stato per il clima da caccia alle streghe alimentato dai recenti controlli effettuati a Cortina, Roma e Milano, con svariati milioni di sanzioni amministrative, sarà stato per l'elevata presenza masmediatica attorno al teatro Ariston, fatto sta che la presenza di alcune pattuglie della Guardia di finanza, ieri pomeriggio a Sanremo, nella giornata inaugurale del Festival della canzone, ha fatto nuovamente gridare all'ennesima, spettacolare operazione antievasori. Anche stavolta sono state immediate la smentite da parte dei finanzieri. L'operazione è stata definita «di routine» da parte del capitano Arianna Rovetto, comandante della Compagnia di Sanremo, secondo cui «non sta avvenendo nessun controllo straordinario nei negozi di Sanremo. Si tratta di servizi normalissimi, come sempre vengono fatti dalle nostre pattuglie».
Nella sostanza, la Compagnia ha impegnato nei controlli un paio di pattuglie, mentre complessivamente sono una trentina i finanzieri in servizio "speciale" in occasione del Festival. Obiettivo della Gdf era la verifica del regolare rilascio di scontrini e ricevute da parte dei titolari di esercizi pubblici, soprattutto bar e ristoranti che in questi giorni stanno registrando un massiccio afflusso di clienti. La zona interessata è stata quella compresa tra la centrale via Matteotti, il Teatro Ariston e il Casinò. I finanzieri hanno verificato se bar, ristoranti o altri pubblici esercizi avessero rilasciato o meno regolari scontrini e ricevute fiscali. I controlli dovrebbero proseguire anche nelle prossime ore, in corrispondenza del debutto del festival.
I controlli delle Fiamme Gialle fanno seguito al blitz effettuato dall'agenzia delle Entrate a Cortina lo scorso 30 dicembre, in cui erano stati contabilizzati in alcuni ristoranti ricavi aumentati del 300% rispetto allo stesso giorno dell'anno precedente, ad analoghi controlli dei finanzieri nelle vie dello shopping a Roma del 14 gennaio (405 controlli, con 190 violazioni riscontrate per mancata o irregolare emissione dello scontrino e il sequestro di 500mila pezzi falsificati), nonché al l'operazione, ancora delle Entrate, effettuata a Milano in data 28 gennaio, anche stavolta con incassi lievitati (+44%) e inadempienze sia in materia di emissione di scontrini, sia di impiego di lavoratori in nero.

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