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Italiani sempre più tutelati nei confronti degli intermediari finanziari

Italiani sempre più tutelati nei confronti degli intermediari finanziari. Il 70% dei ricorsi decisi dall’arbitro bancario finanziario (Abf) nel corso del 2013 è risultato, infatti, favorevole ai clienti delle banche. Il dato è contenuto nell’ultima relazione dell’organismo per la risoluzione stragiudiziale delle controversie nei servizi bancari e finanziari, istituito dalla Banca d’Italia quattro anni fa per dirimere le controversie di valore inferiore ai 100 mila euro. «L’Abf ha accolto in tutto o in parte il 36% dei ricorsi presentati nel 2013 mentre un ulteriore 34% si è concluso con la dichiarazione di cessazione della materia del contendere per intervenuto accordo tra le parti», si legge nella relazione che mette in luce un altro elemento piuttosto significativo: il costante incremento del ricorso da parte degli italiani al giudizio dell’arbitro. A quattro anni dall’inizio della propria attività, infatti, i ricorsi presentati da parte dei clienti di banche e finanziarie hanno fatto segnare una nuova impennata arrivando a toccare la cifra record di 7.862, in crescita del 39% rispetto a un anno prima (5.653).

Ma quali sono i principali oggetti del contendere? Secondo l’analisi dell’Abf, le istanze hanno riguardato per lo più questioni relative a carte di credito, bancomat e altre carte di pagamento che da sole hanno rappresentato il 36% del totale. In forte aumento, invece, i ricorsi relativi alla cessione del quinto dello stipendio, salite dal 10% al 19% del totale. Mentre i ricorsi sui conti correnti sono scesi dal 14 al 10%. Diversa la situazione relativa ai ricorsi presentati da imprese e professionisti. In questo caso, le controversie hanno riguardato prevalentemente rapporti di conto corrente, aperture di credito e mutui. Dalla relazione dell’arbitro bancario e finanziario emerge anche una fotografia dettagliata degli intermediari oggetti di ricorso. Le banche (Spa) hanno mantenuto la non invidiabile leadership della categoria pur se in calo (37% dal 41% del 2012). Stabile, invece, la quota di Poste italiane (28%) mentre sono cresciuti i ricorsi contro le finanziarie ex 107 del Testo unico bancario (16,5% dal 13,2% dell’anno precedente). Sono state prese di mira soltanto marginalmente invece le banche estere a cui fanno riferimento il 6,7% dei ricorsi, le popolari il 6,6% e le Bcc un modesto 1,8%. «L’incidenza delle materie oggetto delle controversie si differenzia a seconda dell’area geografica», hanno avvertito dall’Abf. «In particolare, i ricorsi in materia di carte di credito rappresentano il 29, il 25 e il 7% di quelli rimessi, rispettivamente, al Collegio nord, al Collegio centro e al Collegio sud. Mentre i ricorsi relativi a operazioni di cessione del quinto costituiscono il 33, il 17 e il 9% di quelli presentati, rispettivamente, al Collegio sud, al Collegio nord e al Collegio centro». Circa l’esito dei ricorsi, «i collegi hanno deciso, in media, circa 39 ricorsi per riunione, a fronte di una media di 28 nel 2012», si legge nel rapporto dell’Abf. «Il 70% dei ricorsi giunti a decisione (65% nel 2012) ha avuto un esito sostanzialmente favorevole per il cliente: nel 36% dei casi le procedure si sono concluse con l’accoglimento parziale o totale delle richieste; nel restante 34% è stata dichiarata la cessazione della materia del contendere per intervenuto accordo tra le parti. Nel 30% dei casi i collegi hanno respinto i ricorsi, ritenendo infondate o non adeguatamente provate le ragioni del cliente ovvero per il mancato rispetto delle regole procedurali». L’esito dei ricorsi decisi nel 2013 ha mostrato, tuttavia, differenze significative a seconda dell’oggetto della controversia: la percentuale di accoglimento è risultata più bassa nel caso di ricorsi attinenti al mutuo e all’apertura di credito, mentre appare elevatissima per quelli riguardanti carte di credito e bancomat. In particolare, l’87% degli esiti in materia di carte di credito è risultato favorevole al ricorrente. Percentuale che scende all’82% per i bancomat e le carte di debito, 80% per la cessione del quinto dello stipendio e 66% per ricorsi sui conti correnti. Sul fronte opposto, i collegi hanno respinto nel 57% dei casi i ricorsi sui mutui e sull’apertura di credito e nel 54% quelli relativi ad assegni o centrale rischi. «Nonostante l’incremento dei volumi operativi, i tempi medi delle procedure si sono ridotti lievemente (215 giorni), pur rimanendo superiori ai termini previsti dalle disposizioni», hanno spiegato gli esperti dell’Abf sottolineando il progressivo abbattimento della tempistica di risoluzione determinata dall’incremento del ricorso all’informatica nella gestione delle pratiche.

I primi sei mesi del 2014. Il trend positivo registrato lo scorso anno nel ricorso all’arbitro per dirimere le questioni tra banche e clienti non sembra volersi arrestare. Nei primi sei mesi del 2014, infatti, il numero di ricorsi ha messo il turbo arrivando a segnare un incremento del 55% rispetto al primo semestre del 2013 (5.817 casi a dispetto dei 3.764). «La crescita osservata fa prevedere il superamento della soglia dei 10.000 ricorsi annui», si legge nel rapporto dell’Abf secondo cui una parte significativa di questo incremento è attribuibile al contenzioso pervenuto al Collegio di Napoli (95% in più rispetto all’anno precedente). «L’analisi per materia mostra quest’anno la prevalenza dei ricorsi inerenti alla cessione del quinto dello stipendio (32%) e la diminuzione di quelli attinenti alle carte di credito (13%). In crescita anche la percentuale di ricorrenti consumatori (90%) e di ricorrenti che si fanno rappresentare da un avvocato o da altro professionista (39%).

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