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Sanchez benedice la fusione tra Bankia e CaixaBank

Il governo spagnolo benedice la fusione tra Bankia e CaixaBank mentre sui dettagli del progetto prosegue serratissima la trattativa tra gli azionisti di maggioranza dei due gruppi bancari: il deal finale è atteso a giorni e già sarebbe stato trovato l’accordo su Valencia come sede della nuova aggregazione.

Il premier Pedro Sanchez ha sottolineato i «molti aspetti positivi» connessi alla nascita della nuova banca, che sarebbe la prima del Paese con asset complessivi per 600 miliardi di euro e una quota del mercato nazionale superiore al 20 per cento. «Considerata anche l’accoglienza dei mercati, credo ci siano buone basi perché questa sia un’operazione positiva per l’economia spagnola», ha detto Sanchez alla televisione spagnola, aggiungendo che «per quanto riguarda le dimensioni degli attori, il settore finanziario spagnolo deve ancora fare dei passi avanti e deve proseguire la ristrutturazione per uscire dalla crisi con maggiore solidità».

L’accordo all-share è ancora in fase di definizione, ma sulla base della capitalizzazione di mercato di giovedì, la quota del 61,8% dello Stato in Bankia potrebbe scendere a circa il 14% della nuova entità, mentre la partecipazione di Fondazione Caixa sarebbe intorno al 30 per cento.

La crisi finanziaria del 2008 ha travolto il settore bancario spagnolo (salvato nel 2012 dal prestito di 41 miliardi della Ue), provocando fusioni che hanno visto il numero dei principali istituti di credito scendere a 12 da 55. Bankia, poi nazionalizzata, ha rappresentato forse il caso più emblematico degli intrecci nefasti tra politica e gestione del credito: in molti si chiedono se la fusione potrebbe aiutare lo Stato a recuperare i 22,4 miliardi del salvataggio dei quali solo 3,3 sono stati restituiti.

Il leader socialista (a capo di un governo di coalizione sostenuto anche dall’estrema sinistra di Podemos e da alcuni partiti regionali) ha ribadito che «l’obiettivo è difendere l’interesse generale, difendere la partecipazione dello Stato in Bankia e dare stabilità e certezza al settore bancario», ma ha anche evidenziato i vantaggi per la coesione territoriale della Spagna che deriverebbero dalla fusione tra Bankia, istituto di credito di Madrid, e CaixaBank, banca legata alla Catalogna: «Se l’operazione andrà in porto – ha detto – si verrà a creare una banca con una presenza significativa in Catalogna, a Madrid, nella Comunità Valenciana e nelle Isole Baleari, anche per questo è un’operazione che ha molteplici prospettive».

Per gli analisti di Moody’s il progetto è complicato dalla crisi in corso e porterà comunque a pesanti tagli dei posti di lavoro. «I guadagni di efficienza hanno bisogno di tempo per concretizzarsi e richiedono costi di ristrutturazione significativi».

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