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San Raffaele, il gip decide su Daccò

di Stefano Elli

È prevista per questa mattina l'udienza di convalida del fermo del faccendiere e intermediario di fiducia di Don Luigi Verzé, Pierangelo Daccò, attualmente in carcere a Opera. A decidere sarà il Gip milanese Vincenzo Tutinelli che dovrà esaminare la richiesta dei pm milanesi Luigi Orsi, Laura Pedio e Gaetano Ruta, che indagano sul maxi dissesto da 1,5 miliardi della Fondazione San Raffaele Monte Tabor. La richiesta di convalida del fermo del faccendiere (deciso per il rischio di fuga dell'indagato) è contenuta in un'istanza di una trentina di pagine: un documento costellato da numerosi omissis che riguarderebbero soprattutto le dichiarazioni rese da due altri indagati, gli imprenditori Pierino e Giovanni Luca Zammanchi, padre e figlio, rispettivamente titolari della Diodoro costruzioni e della Metodo impresa generale di costruzioni Srl.

I due imprenditori, sin dal 2001, hanno avuto strettissimi rapporti con la Fondazione San Raffaele e con il suo braccio operativo nell'edilizia, la Edilraf. La Diodoro, in particolare, dal 2006 al 2008, è stata socia della Edilraf, e ha eseguito i lavori per la costruzione dell'Hotel Rafael e ha avuto una parte di rilievo in altre commesse all'estero. Tra l'altro tra i soci della Diodoro, sino al 2006, figurava anche l'uomo politico Emilio Santomauro, già An e poi confluito nell'Udc, con importanti incarichi operativi (è stato vice presidente della commissione urbanistica del comune di Milano e della Sogemi, municipalizzata del Comune). Per entrambe le società, Diodoro e Metodo, è stata presentata istanza di fallimento e, per quanto riguarda la Diodoro, la prossima udienza è prevista il 29 novembre, data entro la quale la società avrebbe intenzione di richiedere un piano di ristrutturazione del debito. Dal canto suo la società Metodo, in stato di insolvenza, risulta detentrice del 75% del capitale della americana 3530 Broad St Llc. Una partecipazione che, da una verifica di natura fiscale effettuata dal Nucleo milanese della polizia tributaria della Gdf, non risulta essere stata iscritta a bilancio. La Metodo, poi, risulta avete effettuato pagamenti (sempre senza registrazioni contabili) in favore di un'altra società quasi omonima: la Metodo Marrakesh di diritto marocchino e di un'altra azienda, questa volta francese: La Creche.

Tornando a Daccò, il 55enne intermediario vicino a Comunione e Liberazione, risulterebbe essere uno dei perni di manovra del sistema di illeciti attribuiti agli ex amministratori del San Raffaele. Tre le operazioni che gli vengono contestate dai Pm: la consulenza per l'acquisto di un jet executive, una distrazione da mezzo milione di euro che sarebbe passata per le casse di un'altra società a lui riconducibile, la Harman holding, e un anticipo sull'acquisto di un immobile in Cile con denaro finito a un'altra società della sfera Daccò: la Mtb. Ma il ginepraio di società collegate all'intermediario sembra lungi dall'essere stata svelato interamente e gli investigatori sono al lavoro per ricostruire l'intera rete.

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