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San Raffaele, faro su due conti svizzeri

di Angelo Mincuzzi e Giuseppe Oddo

Nell'inchiesta sull'ospedale San Raffaele spunta il nome di Federico De Vittori, il fiduciario svizzero che gestiva una rete di 8mila società domiciliate in centri offshore. I suoi uffici di via Franscini 17, a pochi passi dal centro di Lugano, sono vuoti. La targhetta della Federico De Vittori Sa è scomparsa dal citofono, è rimasta solo sulla buca delle lettere. La società è in liquidazione e il fiduciario è in carcere da un anno e mezzo per appropriazione indebita. Si sarebbe impossessato di oltre dieci milioni di franchi prelevati dai depositi dei clienti, per la maggior parte italiani.

Contro De Vittori la giustizia ticinese procederà con rito abbreviato anche se lui ha già accettato (secondo la legge elvetica) una condanna a quattro anni che sta già scontando nel carcere penitenziario cantonale La Stampa di Cadro. Il fiduciario sta collaborando con l'autorità svizzera e teme per la sua incolumità fisica nel caso dovesse essere scarcerato.

I magistrati di Milano sono arrivati a De Vittori seguendo le tracce del denaro uscito dai conti dell'Aispo, l'Associazione internazionale per la solidarietà tra i popoli, fondata dalla Fondazione San Raffaele del Monte Tabor e dall'Associazione Sigilli, le creature di don Luigi Verzè. Dai conti dell'Aispo – uno presso l'Ubs di Chiasso, l'altro presso la Kantonal Bank di Lucerna – sono stati emessi dei bonifici all'indirizzo di società domiciliate nello studio De Vittori o intestate a uomini a lui collegati. Gli inquirenti puntano ad accertare se le somme depositate sul conto Ubs siano frutto di distrazioni ai danni del San Raffaele e se si possa ipotizzare il reato di riciclaggio.

De Vittori è già noto alla giustizia italiana. A lui si era rivolto Gianmario Roveraro, il finanziere dell'Opus Dei rapito, ucciso e fatto a pezzi nel luglio 2006 da Filippo Botteri e da due suoi complici. Quattro anni prima Roveraro aveva rilevato da De Vittori una società domiciliata a Londra, la Eds, e gestita dallo stesso fiduciario. Tramite questa società il finanziere aveva organizzato un'operazione dai contorni poco chiari. È a De Vittori che Roveraro telefona ripetutamente prima di essere ucciso per cercare di procurarsi il denaro del suo riscatto.

Fonti elvetiche hanno rivelato al Sole-24 Ore l'esistenza di quattro bonifici partiti dal conto Ubs. Il primo a favore della Ic Novacom, società con 100mila franchi svizzeri di capitale, domiciliata in Via Franscini e amministrata da De Vittori. Il revisore della Ic Novacom è la Ragim Fiduciaria, che ritroviamo spesso accanto al nome del fiduciario. La Ragim è presieduta da Francesco Carlo Gianella che è stato presidente della Federico De Vittori Fiduciaria Sa fino al 2005. Tra gli amministratori della Ragim fino al 16 settembre di quest'anno figura anche Giuseppe Poggioli. L'avvocato svizzero Poggioli è stato procuratore della Emerald Cove di Curaçao, nelle Antille olandesi, la società di controllo della Flat Point Development. Da quest'ultima – stando alle rivelazioni di Report dell'ottobre dello scorso anno – il premier Silvio Berlusconi avrebbe acquistato un terreno e una serie di ville nell'isola di Antigua utilizzando fondi depositati alla Banca Arner di Lugano.

Dall'Ubs di Chiasso parte anche un bonifico a favore di Matteo Rebecchi, ex dipendente di De Vittori e figlio di Giorgio Rebecchi, il commercialista di fiducia di don Verzè che ritroviamo nel consiglio della Joseph Foundation di Vaduz e che operava sul conto dell'Aispo. Nel 2002 don Verzè aveva affidato a Giorgio Rebecchi l'incarico di reperire finanziamenti per la costruzione di un ospedale a Cracovia, mai realizzato.

Un'altra somma è bonificata a Pierfrancesco Campana, ex avvocato (il titolo gli è stato revocato) residente a Chiasso, anch'egli coinvolto nella ricerca di finanziamenti per Cracovia. Campana è già stato ospite delle carceri della Confederazione ed è stato sfiorato dall'inchiesta su Enelpower il cui processo si è svolto l'estate scorsa al Tribunale di Bellinzona.

Il quarto bonifico partito dal conto Ubs è a favore della Saint Premier Mont, società di Chiasso che si occupa di comunicazione in campo sanitario, di charter e brokeraggio nautico e di noleggio di beni di lusso tra cui automobili, motociclette e aerei. La Saint Premier Mont, che ha anche una sede a Milano, ha per soci Leopoldo e Tommaso Coscera, entrambi cittadini italiani. Tra le esperienze di lavoro della Saint Premier Mont riportate nel suo sito internet ritroviamo quella con il San Raffaele e quella con l'Enimont. Della joint venture petrolchimica tra Eni e Montedison, finita nell'inchiesta "Mani pulite" nella prima metà degli anni '90, la società svizzera aveva curato la presentazione della quotazione a Piazza Affari.

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