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San Marino, finanziarie in chiaro

di Gabriele Frontoni 

San Marino muove un nuovo passo nella direzione della trasparenza. I vertici della Banca centrale del Titano hanno emanato due nuovi regolamenti che entreranno in vigore il 1° luglio prossimo e andranno a definire i particolari della nuova ossatura della concessione del credito sulla Rupe. Si tratta del primo corpus normativo, organico ed esaustivo, per il secondo comparto più redditizio del sistema finanziario sammarinese, rappresentato dalle società finanziarie, finora regolato per lo più attraverso una molteplicità di circolari e lettere uniformi su argomenti settoriali e da stralci di regolamentazione bancaria richiamata in via provvisoria. Nello specifico, l'articolo 3 del regolamento 2011-03 stabilisce che d'ora in avanti, per poter operare a San Marino, le società finanziarie dovranno contenere, nell'atto costitutivo, le generalità di tutti i soci, il valore nominale complessivo delle quote sottoscritte da ciascuno dei soci sull'intero capitale sociale; le generalità dei membri degli organi amministrativi e di controllo; e il nome della società di revisione incaricata del controllo contabile e della certificazione dei bilanci. Previsti anche stringenti requisiti di onorabilità per gli esponenti aziendali delle società finanziarie: «Non avere mai subito, fatti salvi gli effetti della riabilitazione, condanne definitive a pene detentive per reati rilevanti; per misfatti rientranti tra i reati contro l'ordine pubblico, contro la fede pubblica o dei privati contro la pubblica amministrazione, per i quali sia stata applicata la pena della prigionia per un tempo non inferiore a un anno non sospesa; non avere mai subito condanne definitive per misfatti di altra natura per i quali sia stata applicata la pena della prigionia per un tempo non inferiore a due anni non sospesa; e non aver ricoperto incarichi in imprese finanziarie sottoposte negli ultimi cinque anni a provvedimenti straordinari». Ma come avverrà la concessione del credito? «L'intero processo (istruttoria, erogazione, monitoraggio delle posizioni, interventi in caso di anomalia, revisione delle linee di credito) dovrà essere sottoposto a verifica periodica», si legge nel regolamento. «Gli affidamenti saranno concessi sulla base di un procedimento documentato, e annotati in specifici registri, contenenti, per ciascun affidamento nome del beneficiario, ammontare, forma tecnica di utilizzo, garanzie, scadenza, organo proponente e deliberante, importo complessivo delle facilitazioni, già in essere con il medesimo nominativo, oltre allo scopo del finanziamento». Prevista anche l'istituzione di presidi di vigilanza, requisiti minimi per operare, disposizioni sui rapporti con la clientela, e criteri per la determinazione del patrimonio di vigilanza, insieme alla copertura patrimoniale dei rischi. «Le società finanziarie devono accantonare almeno il 20% degli utili netti conseguiti al termine di ciascun esercizio sociale al fondo di riserva ordinario», si legge nel regolamento, stabilendo una copertura patrimoniale minima richiesta per i rischi di inadempimento dei debitori pari all'8% del totale delle attività di rischi.

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