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San Marino è nella white list

San Marino torna a far parte della white list antiriciclaggio. Escluse ancora Russia e Città del Vaticano. Confermata la collaborazione in ambito informativo della Svizzera. Il decreto del Ministero dell’economia del 10 aprile 2015, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale (n. 108), va ad aggiornare l’elenco reso noto dal ministero dell’economia nel febbraio 2013, relativo alla lista dei paesi cosiddetti equivalenti ai fini della normativa antiriciclaggio.

Tra i punti rilevanti vi è l’attuale adeguatezza alla cooperazione tra le omologhe autorità italiane e sammarinesi, relativamente al rapporto di informazione finanziaria e azione amministrativa congiunta. L’atto annovera che l’inclusione nell’elenco degli stati extracomunitari equivalenti non preclude la necessità di operare in base all’approccio basato sul rischio, costituendo presunzione confutabile per l’applicazione delle misure semplificate di verifica della clientela. Come da precedente decreto, restano esclusi dalla lista comune gli stati comunitari ed appartenenti all’area economica europea che beneficiano del riconoscimento automatico basato sull’obbligo di applicazione delle misure previste dalla direttiva 2005/60/Ce.

Paesi inclusi nella lista. Nello specifico (art. 1 del dm) degli stati extracomunitari che impongono obblighi equivalenti, si annoverano: Australia, Brasile, Canada, Honk Hong, India, Giappone, Repubblica di Corea, Messico, Singapore, Stati Uniti d’America, Repubblica del Sudafrica, Svizzera e Repubblica di San Marino. Restano inclusi nell’elenco coi medesimi effetti dei precedenti i seguenti territori: Mayotte, Nuova Caledonia, Polinesia francese, Saint-Pierre e Miquelon, Wallis e Futuna, Aruba, Curaçao, Sint Maarten, Bonaire, Sint Eustatius, Saba. In chiusura dell’articolo 3 del decreto, viene inoltre appuntato come l’elenco degli stati extracomunitari e territoriali stranieri sarà soggetto a revisione periodica non solo in ragione delle nuove informazioni aggiornate fornite dagli stessi stati, ma anche della qualità di cooperazione internazionale prestata da questi.

Rileveranno inoltre le informazioni risultanti dai rapporti di valutazione dei sistemi nazionali di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo adottati dal Gruppo d’azione finanziaria internazionale (Gafi), dai Gruppi regionali costituiti sul modello del Gafi, dal Fondo monetario internazionale o dalla Banca mondiale.

Prevenzione antiriciclaggio. Il dm si rifà al decreto dell’ottobre 2011 (in G.U. n. 232) relativo alla «prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e che prevedono il controllo rispetto a tali obblighi». Esso si inquadra inoltre in un quadro generale di sorveglianza dei rapporti tra Italia ed estero, volto ad incrementare i controlli dei capitali in entrata e in uscita e ad ottimizzare in modo reciproco e non solo bilaterale lo scambio informativo con l’estero.

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