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San Marino è nella black list

San Marino è ancora nella black list fiscale per la Guardia di finanza con conseguenze di non poco conto per chi, contribuente italiano, è stato trovato correntista dal 2009 al 2014 in uno degli istituti bancari del piccolo stato. La prima conseguenza essere destinatario di uno dei questionari inviati dalle Fiamme gialle nell’ambito dell’operazione «Torre d’avorio» che sta passando al setaccio oltre 24 mila posizioni di contribuenti italiani in odor di elusione fiscale.

Nella lettera inviata dalla Gdf, che ItaliaOggi è in grado di raccontare, San Marino viene dunque considerato ancora paese black list. Da questa considerazione discendono conseguenze di non poco conto. In particolare, scatta la presunzione ex art. 12 del dl 78/2009, per cui gli investimenti e le attività finanziarie ivi detenute si presumono costituite, salvo prova contraria, con redditi sottratti a tassazione; del raddoppio delle sanzioni; e non ultimo del Raddoppio dei termini di accertamento e anche della presunzione di residenza per quei cittadini italiani che sono stati cancellati dall’anagrafe della popolazione e risultano trasferiti a San Marino.

In realtà, come tra l’altro precisato dalla circolare n. 31/E del 28 agosto 2015 par. 4.1, la Repubblica di San Marino è uno Stato eliminato dalla lista degli Stati e territori aventi regime fiscale privilegiato con decreto ministero dell’economia del 12 febbraio 2014. La Repubblica del Titano è stata quindi inserita nella lista di cui al decreto del ministero dell’economia 4 settembre 1996 c.d. «White list».

La stessa circolare ha infine segnalato che ai fini della voluntary disclosure non occorreva la presenza di un waiver nel caso in cui le disponibilità rimanessero depositate presso la stessa Repubblica di San Marino, «ritenendosi comunque garantita la possibilità da parte delle Autorità finanziarie italiane di monitorare tali attività mediante una richiesta di scambio di informazioni da inoltrare direttamente alle Autorità fiscali del Paese presso cui è localizzato l’intermediario».

L’inclusione tra i paesi collaborativi di San Marino è destinata dunque ad avere importanti ripercussioni sull’indagine condotta dalla Guardia di finanza.

Le Fiamme gialle informano che sono stati acquisiti anche in formato elettronico e immagine tutti i flussi finanziari da e per la repubblica di san marino principalmente costituiti da disposizioni di bonifico e da «numerosissimi assegni bancari e circolari versati e/o tratti presso istituti di credito sanmarinesi».

L’esame della documentazione ha portato la Guardia di finanza a individuare le movimentazioni anomale nel periodo dal 2009 al 2014.

Secondo i dati in possesso della Gdf ammonterebbero a 22 mld i flussi finanziari sotto osservazione.

Dopo la fase uno a settembre 2015 di registrazione, come del resto si evince dal questionario, delle informazioni relative a oltre 26 mila soggetti ora si è passati alla fase 2 e cioè l’invio del questionario per quei soggetti i cui flussi hanno accesso delle spie anti evasione da parte degli uomini guidati dal generale Capolupo.

Torre d’avorio, il nome che è stato dato all’operazione, risulta essere tra i piani operativi della Guardia di finanza su cui si concentreranno le attenzioni del corpo anche per il 2016.

I destinatari delle domande della Gdf avranno 15 giorni per presentarsi con le risposte alle domande o in alternativa con una relazione illustrativa in cui andranno descritti e documentati dati e notizie.

Cristina Bartelli

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