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Samsung in ritirata soffre in Borsa e cede le stampanti

La trattativa era già in corso da tempo, ma la sua conclusione è quanto mai provvidenziale per i conti di Samsung: la cifra di 1,05 miliardi di dollari che entrano nelle case del gruppo asiatico, per la cessione della sua divisione stampanti all’americana Hp, sarà quanto mai utile per coprire le spese causate dal clamoroso ritiro dal mercato del Galaxy Note 7, la cui distribuzione era iniziata soltanto il 19 agosto scorso. E che ieri ha causato un crollo del 7 per cento delle quotazioni dei titoli azionari alla Borsa di Seul.
Si tratta della più grande operazione di richiamo al mondo, da quando gli smartphone hanno iniziato a imporsi sul mercato della telefonia: dal momento in cui è stato messo in vendita (in Italia non ancora), Samsung ha distribuito oltre 2,5 milioni di modelli del suo nuovo “phablet”. Dovranno tornare tutti in azienda, perché c’è il pericolo che si incendino o addirittura esplodano.
Così, dopo averne bloccato la distribuzione (il 2 settembre), l’altro giorno è arrivata la conferma che tutti coloro che hanno acquistato un Galaxy Note 7 dovranno riportarlo dove l’hanno comprato (per avere in cambio un altro smartphone): una notizia che ha provocato il crollo delle quotazioni, oltre che un danno di immagine che potrebbe andare a tutto vantaggio dei rivali di Apple, per quanto Cupertino non sia presente in questo segmento di mercato. Al momento i casi accertati di Galaxy andati in “fumo” sarebbero soltanto 35; ma secondo i dati forniti dalla stessa Samsung incendi o esplosioni potrebbero verificarsi su 24 modelli ogni milione. E non è sicuramente una pubblicità favorevole il fatto che, per esempio, molte compagnie aree abbiano chiesto di non accendere lo smartphone a bordo o persino di non imbarcarlo proprio.
Il gruppo coreano può così “consolarsi” con la cessione di un ramo di azienda non considerato più strategico. La divisione stampanti (base produttiva in Cina, 6mila dipendenti e ricavi per 1,8 miliardi di dollari) approda in America. La concorrenza di nuovi device sta terremotando il settore: troppa concorrenza e vendite in affanno per tutti i grandi produttori. Una crisi che colpisce anche Hp, che nel terzo trimestre dell’anno ha denunciato un calo del fatturato derivante da toner e inchiostro del 18 per cento, mentre quello legato alle stampanti ha avuto una contrazione del 10 per cento. Mentre le vendite totali sono scese 4 per cento.
Tuttavia Hp ha deciso di cavalcare l’onda al ribasso e di accrescere la sua quota di mercato assorbendo i concorrenti. Soprattutto per rilanciarsi in un settore che in questo momento è dominato da Xerox. Tra l’altro, Samsung rimarrà a bordo, visto che a fine operazione investirà tra i 100 e i 300 milioni nella divisione stampanti di Hp.

Luca Pagni

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