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Samsung punta sulle aziende: copriranno il 40% dei ricavi

MILANO Dopo il «Mobile world congress» di Barcellona, Samsung passa alla prova mercato. Oggi il debutto nei negozi del Galaxy s7 che ha già registrato un record nelle due settimane di preordini, 2,5 volte superiori a qualsiasi altro dispositivo della casa coreana. È un momento cruciale per i grandi player come Apple e Samsung. La casa di Cupertino ha fatto scalpore, a inizio anno, per il rallentamento delle vendite degli iPhone, mai così accentuato dal 2007.
I consumatori, fatta eccezione per i fedelissimi, cominciano ad accontentarsi dei vecchi smartphone rimandandone la loro sostituzione: i prezzi dei nuovi prodotti sono considerati troppo elevati per le modifiche apportate e considerate a volte del tutto ininfluenti. Il mercato consumer insomma potrebbe cominciare ad essere saturo. Lo sa bene Samsung che in Italia, sugli smartphone, ha il più alto market share a livello europeo (42,6%). Tant’è che ora punta a investire nel segmento business. Come spiega Carlo Barlocco, presidente Samsung Electronics Italia. «Oggi il B2B vale tra il 10 e il 15% del nostro fatturato a seconda del prodotto contro una quota consumer dell’85-90%. Puntiamo a fare arrivare il business al 40% entro il 2020 sia a livello mondiale che a livello italiano». Come? «In Italia abbiamo già vinto delle gare d’appalto con la pubblica amministrazione — aggiunge Barlocco — Enel ha nostri device, ma anche alcune banche e assicurazioni. C’è una grande necessità di protezione dati e noi offriamo l’integrazione dei telefoni con tutti i software dando la possibilità di usare il cellulare come badge, come telefono fisso nel momento in cui si entra nel wifi dell’ufficio o come chiave di accesso per il pc». L’obiettivo di Samsung per l’Italia, a 25 anni dal suo arrivo, è tornare ai livelli di crescita a doppia cifra. «Nel 2015 il fatturato è cresciuto del 3% — puntualizza Barlocco — puntiamo al +10% anche grazie alle vendite del nuovo S7. Quest’anno ci aspettiamo incrementi delle vendite del 30-40% in Italia». Nonostante il «bug» di cui si è parlato in questi giorni per questi nuovi smartphone. «Si è trattato solo di una richiesta di aggiornamento, niente di più normale nella vita di un prodotto tecnologico. Anche a pochi giorni dal lancio».

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