Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Samsung-Blackberry, saltato (per ora) il progetto di fusione

«Samsung vuole comprare Blackberry ed è pronta a mettere metre sul piatto 7,5 miliardi dollari». La notizia, un’indiscrezione di Reuters, ha scosso ieri il mondo dell’industria “mobile”, facendo prima impennare, con un rialzo del 30%, il titolo a Wall Street della società canadese e poi farlo crollare del 16% non appena è arrivata la smentita della multinazionale dell’elettronica coreana che ha bollato come privo di basi il report di Reuters che indicava la disponibilità di Seul a avviare un’offerta inziale da 13,35-15,49 dollari per ogni azione della casa di Waterloo. A Seoul Samsung ha lasciato sul terreno lo 0,8 per cento. L’operazione è stata smentita anche da Blackberry; i portavoce hanno dichiarato che l’azienda non ha avviato trattative con Samsung, ma in realtà non ha negato di aver ricevuto un’offerta dal chabeol dell’elettronica coreano. Cosa potrebbe spingere però Samsung, il più grande costruttore di smartphone al mondo a investire la ragguardevole cifra di 7,5 miliardi di dollari per comprare Blackberry, ormai appannato costruttore di smartphone con vendite in caduta libera che, a suon di -80%, trimestre dopo trimestre, arriva a mala pena allo 0,5% di market share mondiale? 7,5 miliardi sono una bella cifra e, giusto per fare un paragone, si tratta due volte e mezzo il prezzo pagato da Geely alla Ford per comprare Volvo. E come nel caso della casa automobilistica svedese, il valore di Blackberry non è in proporzionale al suo (esiguo) peso sul mercato, ma è in relazione a asset cruciali: il valore dei brevetti e, soprattutto, la sua immagine di marca nelle aziende e nella pubblica amministrazione in tutto il mondo. Blackberry vanta migliaia di brevetti (solo 6mila arrivano dall’acquisizione di Nortel Networks del 2011 da 4,5 miliardi)e molti altri sono recenti e riguardano device indossabili, interfacce utente e soprattutto soluzioni sicurezza nell’accesso ai dati. E questo è un tema cruciale verso il quale c’è molta attenzione da parte delle imprese e dove Blackberry ha una notevole reputazione. Ma soprattutto: Blackberry vanta un vasto parco installato (circa 100milioni di device attivi) nelle aziende di tutto il mondo, dove si sta giocando un capitolo cruciale della guerra digitale tra Apple e Samsung, tra Android e iOs. La casa coreana sta cercando anche di limitare il peso di Google (Android è di Big G) nel suo business (ha appena lanciato smartphone low-cost con Tizen, sistema operativo fatto in casa) e ha avviato una razionalizzazione dell’offerta con meno modelli e target più definiti per competere in modo mirato con Apple sull’alto di gamma e con emergenti come la cinese Xiaomi sulla fascia medio-bassa dove oggi ha introdotto anche in Italia la nuova gamma Galaxy A.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il consiglio di Atlantia (e quello di Aspi) hanno risposto al governo. Confermando di aver fatto tut...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Serviranno ancora un paio di mesi per alzare il velo sul piano industriale «di gruppo» che Mediocr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il piano strategico al 2023 rimane quello definito con Bce e sindacati. Ma una revisione dei target ...

Oggi sulla stampa