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Salvi i «vecchi» formatori

Più ore di lezione e mini sanatoria per i formatori già in carica, con molti paletti. Così cambia il decreto sulla formazione degli amministratori condominiali, previsto dalla legge 220/2012 e dal Dl 145/2013. Dal momento dell’entrata in vigore del decreto, però, i corsi dovranno adattarsi subito alle nuove regole, perché non sembra per ora previsto un periodo transitorio.
Rispetto al testo iniziale, dopo un confronto con le associazioni del mondo condominiale, (si veda il Sole 24 Ore del 15 aprile scorso) sono state fatte alcune modifiche. La prima riguarda la possibilità, per chi ha esercitato da molto tempo l’attività di formatore, di continuare a svolgerla anche senza i nuovi requisiti formali richiesti dalla norma: «Abbiamo compiuto questa modifica accogliendo i suggerimenti delle associazioni – spiega Cosimo Ferri, il sottosegretario alla Giustizia che ha seguito il provvedimento – perché in caso contrario si sarebbe arrivati a escludere delle preziose competenze acquisite sul campo e si sarebbe rischiato di disperdere un patrimonio di esperienze formatosi negli anni passati nell’organizzazione dei corsi e nell’insegnamento presso le scuole che già di fatto esistono. È per questo motivo che si è previsto che chi fa il formatore da almeno sei anni e riesce dimostrarlo, potrà continuare a farlo».
Ma come potrebbe essere articolata la presentazione di «apposita documentazione», da parte di questi soggetti, come dice il decreto, per dimostrare di avere già svolto l’attività? «La valutazione è rimessa al responsabile scientifico dei corsi – spiega Ferri – ma occorrerà almeno un’attestazione da parte del presidente dell’associazione o dell’istituzione che ha organizzato i corsi e sicuramente un curriculum dettagliato, circostanziato e verificabile». Nella norma, dopo i ritocchi, è anche stata estesa la possibilità di svolgere corsi telematici non più per 20 ore ma per tutta la durata, che è stata elevata a 70 ore. «La scelta – conclude Ferri -, anch’essa suggerita dalle associazioni, è stata determinata dalle oggettive difficoltà di frequentare corsi magari molto lontani dalla propria residenza. Inoltre, il passaggio da 60 a 70 ore per la formazione iniziale dell’amministratore e da 12 a 15 ore per quella periodica consente di rendere più completa la preparazione per una professione che inevitabilmente coinvolge diverse materie. Ed infatti da ultimo sono state aggiunte, con le più recenti modifiche al regolamento, come materie obbligatorie anche il diritto urbanistico, la contabilità, i regimi vincolistici e le barriere architettoniche».
In sostanza, quindi, il quadro che si delinea è quello di un accresciuto ruolo dei responsabili scientifici, che dovranno verificare, documenti alla mano, i requisiti dei formatori. Il responsabile dovrà essere scelto da chi decide di organizzare formazione per amministratori condominiali tra docenti in materie giuridiche, tecniche o economiche, universitari o delle scuole superiori; avvocati; magistrati; professionisti dell’area tecnica. Devono anche possedere i “requisiti di onorabilità” e aver maturato competenza specifica in materia di amministrazione condominiale o di sicurezza degli edifici. A loro spetterà verificare i requisiti dei formatori, dietro presentazione di precisa documentazione. A loro volta i formatori devono avere gli stessi requisiti di onorabilità e di competenza (dimostrabile anche con la pubblicazione di almeno due libri in materia condominiale o della sicurezza) dei responsabili scientifici e aver conseguito, alternativamente: la laurea (anche triennale); l’abilitazione alla libera professione; la docenza in materie giuridiche, tecniche ed economiche. Possono anche essere formatori coloro che, pur non avendo lauree, abilitazioni o docenze, hanno svolto l’attività di formatori per almeno sei anni consecutivi prima dell’entrata in vigore del decreto, insegnando in corsi che complessivamente avessero durata di almeno 40 ore.
Quanto ai corsi, dureranno 70 ore (di cui 1/3 di attività pratica) per la formazione iniziale e 15 ore per la periodica (annuale). Ci potranno essere anche corsi interamente telematici, tranne l’esame finale, che in ogni caso si svolgerà alla presenza del responsabile scientifico..
Tra le novità della nuova stesura del decreto anche regole di sorveglianza sulla formazione: l’inizio di ciascun corso, le modalità di svolgimento, i nomi dei formatori e dei responsabili scientifici saranno comunicati alla Giustizia con una mail dedicata.

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