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Salvataggio Venete, battaglia sui numeri

Per Popolare di Vicenza e Veneto Banca non è ancora il momento del via alla ricapitalizzazione precauzionale e alla fusione: l’incontro di ieri a Francoforte di Bce tra l’amministratore delegato di PopVi, Fabrizio Viola, e il direttore generale di Veneto Banca, Cristiano Carrus, sarebbe servito a continuare la valutazione sul business plan della fusione, oltre a valutare la tenuta patrimoniale delle banche. Ma non c’è ancora il semaforo verde dalla Vigilanza guidata da Danièle Nouy, anche se la stessa banchiera lunedì ha aperto alla via dell’integrazione.

L’interlocuzione principale sarebbe ancora sui numeri, dopo che PopVi ha presentato una perdita di 1,9 miliardi nel 2016 ma soprattutto un indice patrimoniale dell’8,21%, sotto il minimo Srep fissato da Bce del 10,25% ma superiore ai minimi regolamentari. Una delle condizioni perché una banca in crisi acceda all’aiuto di Stato è che sia «solvibile» e che i capitali statali non vadano a coprire perdite pregresse o prevedibili. PopVi ha indicato nella nota sui conti annuali che «alla luce delle raccomandazioni della Bce comunicate in draft il 13 marzo 2017, dovrà rivedere in ottica maggiormente conservativa le policy, i processi e le procedure associate al rischio di credito e controparte, la cui applicazione all’intero portafoglio creditizio determinerà presumibilmente ulteriori impatti negativi, allo stato attuale non quantificabili ma potenzialmente significativi». Inoltre va valutato qual è il rischio legale ancora in capo ai due istituti dopo le transazioni con i soci che hanno avuto adesioni per il 70%. Nei prossimi giorni anche Veneto Banca approverà i conti annuali e tirerà le fila delle transazioni. Resta anche da capire come verranno rimborsati i bond garantiti dallo Stato per fronteggiare la crisi di liquidità: PopVi ne ha già emessi 3 miliardi e ha fatto richiesta di altri 2,2 miliardi. Una analoga richiesta dovrebbe arrivare da Veneto Banca.

Oggi i due istituti terranno i rispettivi consigli per un aggiornamento sul piano e sulle discussioni in corso con la Vigilanza. Presso fonti a conoscenza del dossier la sensazione è che nonostante le difficoltà la Bce alla fine concederà il via libera indicando l’ammontare di capitale che il Tesoro dovrà versare. «La Commissione Ue è in contatto con le autorità italiane e la Bce per far avanzare il processo di notifica il più rapidamente possibile», ha assicurato un portavoce della Commissione. Tocca alla Dg Comp autorizzare gli aiuti di Stato giudicando «sistemiche» le banche. L’alternativa al salvataggio è il bail.

Fabrizio Massaro

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