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Salvataggio Fonsai, sì delle banche

MILANO — Il giorno dopo la singolare assemblea di Premafin che martedì ha approvato conti e aumento riservato a Unipol, è arrivata la firma formale delle banche creditrici della holding all’accordo per la ristrutturazione del debito pari a 368 milioni.
Il sì delle banche, che era appunto subordinato all’approvazione da parte della holding della ricapitalizzazione fino a 400 milioni riservata al gruppo bolognese, è dunque seguita in modo automatico alla delibera di martedì, quando i Ligresti, azionisti di Premafin, hanno dato il via libera precisando però che ciò «non significa necessariamente votare favorevolmente all’operazione con Unipol» e chiedendo al consiglio di «valutare immediatamente operazioni migliorative».
Una porta aperta, probabilmente (ma in teoria non solo) a Palladio e Sator, che hanno tuttavia fin qui presentato una proposta di ricapitalizzazione per Fonsai, controllata con il 35,7% da Premafin, quota in pegno presso le banche. Le banche creditrici, con Unicredit nel ruolo di istituto agente, hanno tuttavia firmato un accordo vincolato anzitutto all’integrazione con Unipol, quindi all’ok delle authority e all’esecuzione dell’aumento di capitale Fonsai da 1,1 miliardi entro il termine del 20 luglio, giorno in cui scade l’esclusiva con il gruppo bolognese. Quindi, secondo le banche, se cade l’operazione con Unipol o se si prende troppo tempo sulla ricapitalizzazione, cade la ristrutturazione del debito e perciò i presupposti di continuità aziendale per Premafin.
I top manager di Fondiaria Sai, l’amministratore delegato Emanuele Erbetta e il direttore generale Piergiorgio Peluso, secondo il mandato ricevuto dal consiglio che lunedì ha dato l’ok ai concambi e all’integrazione con Unipol, hanno nel frattempo inviato a Palladio e Sator la lettera nella quale si formalizza quanto deciso a proposito della loro proposta: la compagnia, disponibile a una valutazione congiunta, consente l’accesso a una due diligence con tempi e perimetro da definire, fermo restando che il consorzio di garanzia dell’aumento di capitale (da 800 milioni) previsto da tale proposta potrà essere promosso solo in caso di esito positivo del negoziato.
Il mercato ora resta in attesa dell’imminente giudizio della Consob sulla eventuale esenzione dall’Opa da parte di Unipol sulla Milano assicurazioni: la commissione, che ha già messo i paletti sull’esenzione relativamente a Premafin e l’ha confermata nel quadro del «salvataggio» per Fonsai, deve ancora esprimersi sulla compagnia controllata da Fondiaria Sai. Poiché la società non sembra in condizioni tali da richiedere «salvagenti», per decidere la Consob sta valutando se la Milano rappresenti un asset «prevalente» per la controllante. Fra i parametri per decidere mancavano i concambi, che sono stati definiti lunedì: nel nuovo gruppo destinato a nascere dalla fusione a quattro, controllato da Unipol con il 61%, gli azionisti di minoranza Fonsai avranno il 27,45% e della Milano il 10,7%.

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