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Per il salvataggio delle 3 Casse è in arrivo l’offerta di Atlante

Si gioca nelle prossime 72 ore la partita per la messa in sicurezza delle tre Casse di risparmio di Cesena, Rimini e San Miniato. Entro fine mese, a quanto risulta al Sole 24Ore, Credit Agricole Italia punta a chiudere l’intera partita, così da poter formalizzare il proprio impegno per l’acquisto dei tre istituti. Se tutto filerà liscio, venerdì potrebbe essere presentata l’offerta vincolante per l’acquisto, giusto a ridosso del Cda della capogruppo Credit Agricole, fissato a Parigi il 2 agosto, in cui saranno esaminati i conti semestrali.
Lo sforzo della banca guidata da Giampiero Maioli è subordinato tuttavia a una serie di condizioni, che sono di fatto quelle contenute nell’offerta non vincolante di maggio. Paletti diventati ancor più stringenti dopo il deal Intesa-Venete e sui quali tutti i soggetti coinvolti – da Banca d’Italia al Mef, dal Fitd ad Atlante – stanno provando a trovare un punto di mediazione proprio in queste ore.
Tra i nodi da sciogliere ci sarebbe anzitutto quello relativo alla trasformazione delle Dta (Deferred tax asset, ovvero le imposte anticipate) in credito d’imposta per Agricole a fronte delle perdite fiscali delle tre banche, un po’ come accaduto già per le acquisizioni delle Good Banks da parte di Ubi o di Carife da parte di Bper. Ma il perno imprescindibile dell’operazione su cui si sta lavorando è rappresentato dalla pulizia dei crediti deteriorati delle tre banche, nel frattempo saliti da 2,8 a 3 miliardi. La notizia positiva è che per venerdì è attesa sul tavolo del Fitd anche la lettera con cui il fondo Atlante 2 si impegna a prendere parte alla maxi-cartolarizzazione degli Npl, il cui valore complessivo netto si attesta a circa un miliardo. Il veicolo promosso da Quaestio Sgr si renderebbe disponibile a fare la propria parte nel salvataggio, visto che impegnerebbe nell’operazione circa 140 milioni, ovvero gran parte dei fondi in cassa. Ma è difficile che, da solo, l’apporto di Atlante 2 basti a coprire la sottoscrizione della tranche mezzanina che ha un taglio stimato tra i 500 e 600 milioni. Un’opzione è quella di ridurre al minimo la cartolarizzazione, ma è chiaro che minore è l’apporto in questa fase, maggiore sarà la necessità di coprire le perdite sul capitale. Nella partita sugli Npl potrebbe fare peraltro ingresso la Società per la Gestione di Attività, che proprio nei mesi scorsi aveva dato disponibilità ad investire circa 200 milioni di euro sui crediti di Caricesena. Qualcuno ipotizza che Atlante possa ricorrere anche al finanziamento bancario per aumentare la potenza di fuoco, anche se è ragionevole che questo venga utilizzato per coprire – tramite un prestito a quattro anni – la tranche senior, il cui valore è stimato attorno ai 370 milioni.
Altro capitolo riguarda le possibili operazioni di coinvestimento sulle quali Atlante 2 starebbe lavorando. Il veicolo punta a liberare risorse dalle altre cartolarizzazioni già effettuate nei mesi scorsi, così da ottenere mezzi freschi, ma va detto che i tempi per siglare accordi simili richiedono tempi più lunghi di quelli che le scadenze sulle tre Casse impongono. Tra le opzioni potenziali sul tavolo, a quanto risulta al Sole 24Ore, ci sarebbe ad esempio un possibile coinvestimento da 50-100 milioni di Fonspa-Credito Fondiario nella cartolarizzazione fatta nelle tre good banks, per cui Fonspa a quanto risulta avrebbe già presentato una manifestazione di interesse nelle scorse settimane. Lo stesso Fonspa peraltro avrebbe già spacchettato al 50% con Atlante 2 la cartolarizzazione da 76 milioni fatta sugli Npl di Carife. Altra ipotesi – ma meno matura – prevede la condivisione dell’investimento negli Npl di Mps – per cui Atlante 2 ha investito 1,6 miliardi – con DoBank: in questo caso, secondo alcune indiscrezioni, si parla di un potenziale investimento da 50-100 milioni.
Confermato invece l’impegno del Fitd da 170 milioni sulla tranche equity. Dopo aver già investito 280 milioni nella ricapitalizzazione di Cesena, il Fondo guidato da Salvatore Maccarone ha in mano 420 milioni circa: di essi, circa 250 verrebbero impegnati nella ricapitalizzazione di Rimini e San Miniato, destinate poi a finire a un euro a Cariparma-Agricole. Non è escluso che il Fitd debba ricorrere a nuove risorse da recuperare tramite un “rabbocco” del fondo volontario da circa 100 milioni, ma la ritrosìa delle banche a nuovi esborsi sta spingendo a ridurre al massimo l’impegno per il sistema.

Luca Davi

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