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Salvataggi, ora Berlino detta le regole

LUSSEMBURGO — L’Eurogruppo dei 17 ministri finanziari aveva preso atto con soddisfazione che alla Spagna potrebbero bastare circa 50-60 miliardi di euro di aiuti europei per salvare le sue banche. Ma nella riunione a Lussemburgo il direttore del Fmi, la francese Christine Lagarde, ha poi lanciato l’allarme su «tensioni addizionali nel sistema bancario e nel debito sovrano» dell’eurozona. E ha invitato a misure «urgenti» come una «Unione bancaria con supervisione e garanzie comuni dei depositi», una «Unione di bilancio» anche con bond da «chiamare come volete», ma fondati sulla «condivisione» e riforme strutturali. Lagarde ha annunciato che un gruppo di studio del Fmi, detto «Articolo 4», monitorerà costantemente l’evoluzione della situazione.
Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ha ricordato che è già prevista la possibilità di acquistare titoli dei Paesi in difficoltà sul mercato secondario con il fondo salva Stati. Ha aggiunto che basta la richiesta di un governo per ottenere l’aiuto purché accompagnata dal conseguente «accordo su un programma di aggiustamento». Schäuble, pur senza citare esplicitamente la proposta del premier Mario Monti sull’uso — senza troppe condizioni — del salva Stati per acquistare titoli italiani e spagnoli, ha concluso con un pungente «non abbiamo bisogno in continuazione di nuove riflessioni in pubblico come se non avessimo già fatto precisi accordi». La linea di Berlino è legare gli aiuti a stringenti condizioni.
Il presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, ha detto di aspettarsi «entro lunedì» la richiesta della Spagna di aiuti europei per le banche (potrebbe arrivare anche oggi). Due società di consulenza, Oliver Wyman e Roland Berger, hanno stimato le necessità di ricapitalizzazione. Secondo Wyman dovrebbero attestarsi tra 51 e 62 miliardi di euro. Per Berger il limite dovrebbe fermarsi a 51,8 miliardi. Si rientrerebbe così nella disponibilità «fino a 100 miliardi» offerta dall’Eurogruppo. Il vicegovernatore della banca centrale spagnola, Fernando Restoy, ha indicato che i due consulenti hanno seguito metodologie diverse. La verifica ha riguardato 14 istituti, che coprono circa il 90% del banking spagnolo. Dati più completi dovrebbero arrivare in luglio.
Il ministro greco Georgios Zanias ha iniziato la trattativa per spuntare una dilazione di un paio d’anni nell’attuazione degli impegni con la trojka Ue-Bce-Fmi, legati al piano di salvataggio. La trojka dovrebbe arrivare lunedì ad Atene. Ma nell’Eurogruppo è emersa una spaccatura tra favorevoli e contrari. Il ministro delle Finanze francese Pierre Moscovici e il viceministro Vittorio Grilli guidano lo schieramento disponibile verso le richieste di Atene. Finlandia e Olanda si oppongono. La Germania appare aperta alla trattativa perché è difficile pensare che al nuovo governo Samaras non vengano concesse aperture di credito. Anche Cipro, che a luglio assumerà la presidenza di turno dell’Ue, ha bisogno di aiuti per il suo sistema bancario, già sostenuto da prestiti della Russia. Moscovici ha escluso una sua candidatura alla presidenza dell’Eurogruppo e ha appoggiato una proroga a Jean-Claude Juncker. In questo modo di fatto ha ridotto le possibilità di Schäuble.
Sui mercati finanziari la giornata, chiusa con Wall Street a —1,96%, ha visto nella notte Moody’s declassare 15 colossi mondiali del credito per la loro esposizione nelle zone della crisi: nove europei — Credit Suisse, Deutsche Bank, Bnp Paribas (compresa Bnl), Credite Agricole, SocGen, Hsbc, Barclays, Ubs, Rbs — cinque negli Usa — Jp Morgan, Bank of America, Goldman Sachs a Morgan Stanley, Citigroup — più la canadese Royal Bank of Canada.

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