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Salvaprecari in mezzo al guado

Il decreto salvaprecari c’è, ma non c’è l’intesa. L’articolato su scuola, università e ricerca è stato approvato nel consiglio dei ministri di ieri notte (il testo è disponibile sul sito www.italiaoggi.it/documenti) ma nella formula del «salvo intese». L’accordo ancora da trovare è tra Lega e M5s e riguarda la possibilità (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi di martedì scorso) che il concorso riservato, necessario a immettere in ruolo tra i 30 mila e i 50 mila docenti precari, sia preceduto da un test di ingresso. Una soluzione che è caldeggiata dal Movimento5stelle, che accusa la Lega di voler fare una sanatoria, e che è invece avversata dal Carroccio, che rileva come un test di sbarramento in ingresso snaturerebbe la ratio del concorso riservato stesso che punta a valorizzare il servizio. Il ministro dell’istruzione e università, Marco Bussetti, nel corso del Cdm notturno ha anche sottolineato come lo schema di decreto proposto tenga conto dell’intesa sottoscritta da aprile scorso dal premier Giuseppe Conte e i sindacati per un piano straordinario per il precariato. Il dl dovrebbe essere limato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale per fine agosto.

Lo schema messo a punto dal Miur prevede che entro quest’anno sia bandito un concorso riservato ai docenti precari delle secondarie di I e II grado, che abbiano prestato servizio nelle istituzioni scolastiche o educative statali almeno tre anni nel periodo compreso tra il 2011-12 e il 2018-19. Ogni anno di servizio, per essere considerato valido ai fini dell’accesso al concorso, dovrà essere stato prestato per almeno 180 giorni, anche frazionatamente. Idem se il servizio sarà stato prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine dello scrutinio finale. Non sarà considerato valido il servizio prestato presso le scuole private paritarie. Al concorso riservato sarà assegnato un contingente pari al 50% dei posti utili per le immissioni in ruolo del concorso ordinario. Pertanto, se i posti disponibili per le immissioni in ruolo in una classe di concorso saranno 100, 25 posti andranno ai vincitori del concorso ordinario, 25 ai vincitori del concorso riservato e 50 posti agli aventi titolo all’assunzione tratti dallo scorrimento delle graduatorie a esaurimento. La procedura concorsuale sarà bandita a livello regionale, anche per la classe di concorso del sostegno, e avrà come esito la compilazione e pubblicazione di graduatorie di merito distinte per tipologia di posto e classi di concorso. La selezione non sarà bandita per le classi di concorso a esaurimento. Ogni candidato potrà partecipare, in una sola regione, o alla selezione concorsuale riguardante il sostegno oppure al concorso di una sola classe di concorso. Sarà considerato valido, ai fini dell’accesso della selezione scelta dall’interessato (sostegno o classe di concorso), indifferentemente, il servizio sul sostegno o sulla classe di concorso di posto comune. Il governo intende anche istituire un percorso formativo abilitante straordinario universitario per sopperire alla mancanza di docenti abilitati nelle scuole statali e paritarie. Al concorso avranno accesso tutti gli aspiranti in possesso di almeno tre anni di servizio prestato nel periodo compreso tra il 2011-12 e il 2018-19. Saranno ammessi ai Pas senza la necessità di far valere il triennio di servizio anche i soggetti che siano stati ammessi precedentemente a un percorso abilitante a qualsiasi titolo (per esempio al Fit) e che non abbiano potuto frequentarlo fino alla fine per gravidanza o motivi di salute. Il ministero dell’istruzione provvederà ad emanare un decreto recante la disciplina di dettaglio. Il decreto interviene anche sul corso concorso presidi, che viene abolito, proroga le scadenze antincendio, fino al 31 dicembre 2021, ed elimina l’obbligo di ricorso al Mepa per gli acquisti degli enti di ricerca.

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