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Salva-Stati, si lavora alla licenza bancaria

Con una mossa politicamente dirompente, l’Italia ha deciso ieri a sorpresa di mettere il veto alle conclusioni del vertice europeo che si sta svolgendo a Bruxelles in questi giorni. Il Governo Monti non darà la sua approvazione al comunicato finale, atteso per oggi e che include un pacchetto di misure per la crescita, se non vi sarà un’intesa tra i Paesi della zona euro sui modi per arginare le tensioni sui mercati e raffreddare l’andamento dei rendimenti obbligazionari.
La decisione è emersa mentre i capi di Stato e di Governo dell’Unione erano riuniti già da sette ore in un difficile Consiglio europeo. «Nella sua scelta, l’Italia può contare anche sull’appoggio della Spagna», spiegava ieri sera un diplomatico. Da alcuni giorni, il Governo italiano ha posto il problema dell’aumento dello spread, proponendo che la Banca centrale europea torni ad acquistare titoli pubblici con le garanzie dei fondi Efsf ed Esm. Ieri funzionari dei Tesori si sono riuniti per discutere varie alternative tecniche.
La Finlandia ha proposto che i Paesi in difficoltà emettano obbligazioni garantite da attività reali, «in modo da godere di tassi d’interesse più bassi». Un membro della delegazione italiana l’ha definita «limitata» e «non in grado di rispondere al problema posto dall’Italia». Notando che il Governo Monti vorrebbe evitare condizioni in cambio di aiuti, molti partner europei oscillano tra la preoccupazione per l’andamento dei mercati e il timore di creare azzardo morale in Italia.
Si discute di dare all’Esm la licenza bancaria in modo che possa rifinanziarsi liberamente presso la Bce, ma anche a strumenti meno ambiziosi, come l’idea di permettere allo stesso fondo di ricapitalizzare direttamente le banche. «La Germania vuole però delle garanzie, sia di vigilanza sui Governi che di sorveglianza sugli istituti di credito», spiegava ieri un diplomatico. L’obiettivo è di spezzare il circolo vizioso tra bilanci sovrani e bilanci bancari; ma è un meccanismo che risponde alle aspirazioni dell’Italia?
Nel bloccare le conclusioni del vertice europeo, il Governo Monti ha messo il veto su una serie di provvedimenti. Secondo una bozza delle conclusioni, circolata ieri, i Governi accolgono positivamente il rapporto del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, reso pubblico martedì e tutto dedicato al futuro della zona euro. In particolare, gli Stati avrebbero intenzione di chiedere a Van Rompuy «di sviluppare una tabella di marcia specifica e precisa» sul futuro dell’unione economica.
In particolare, nel documento provvisorio, i Governi mettevano ieri sera l’accento sulla necessità di creare «un quadro finanziario integrato», tenuto conto delle profonde interdipendenze tra i diversi Paesi a causa della presenza di una moneta unica. In questo senso, i 27 sono convinti che sia necessario tenere conto delle diverse situazioni in cui si trovano da un lato gli Stati membri della zona euro e dall’altro i Paesi che invece non appartengono all’unione monetaria, ma solo all’Unione.
«Proposte legislative sulla liquidazione delle banche e sulle garanzie dei depositi devono essere adottate prima della fine dell’anno», spiegano i Governi nella bozza di comunicato. Su questi due fronti, la Commissione ha già presentato alcune proposte, attualmente in discussione al Parlamento. I Governi vorrebbero chiedere all’Esecutivo comunitario «di presentare entro la fine del 2012 ulteriori proposte legislative sulla creazione di un sistema europeo di sorveglianza bancaria riguardante tutte le banche».
Qualche settimana fa qui a Bruxelles, il presidente della Bce Mario Draghi aveva tratteggiato la nascita di una unione bancaria, sempre nel tentativo di spezzare il circolo vizioso tra bilanci bancari e bilanci sovrani. L’obiettivo è di associare a garanzie in solido dei depositi una vigilanza bancaria che non sia nazionale, ma piuttosto europea. Ieri sera, nella bozza di conclusioni, non veniva però menzionata l’ipotesi di affidare il compito alla Bce, tramite l’articolo 127 dei Trattati, in attesa della proposta della Commissione.

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