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Salva Stati, sì dei mercati L’Europa: una tachipirina

BRUXELLES — La Commissione europea — paragonandola a una tachipirina per abbassare la febbre — boccia la proposta del premier Mario Monti di far intervenire il fondo salva Stati per acquistare sul mercato secondario i titoli di Stato dei Paesi sotto attacco della speculazione. «È un paracetamolo finanziario, che attenua il malessere, ma non risolve le cause strutturali — ha fatto sapere il vicepresidente della Commissione europea, il finlandese Olli Rehn, tramite il suo portavoce —. Non c’è stato nessun negoziato su questo. Non c’è un piano, un quadro formale, solo idee e riflessioni». Il messaggio è che per far abbassare stabilmente i tassi dei titoli di Stato di Spagna e Italia servirebbe ben altro.
Monti ha rinunciato a partecipare, nel suo ruolo di responsabile dell’Economia, all’Eurogruppo dei 17 ministri finanziari di oggi a Lussemburgo, dove in rappresentanza dell’Italia è atteso il viceministro Vittorio Grilli. Il premier dovrebbe così provare a rilanciare la sua proposta sul fondo salva Stati nell’incontro di domani a Roma con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese François Hollande e il premier spagnolo Mariano Rajoy. Ma a Bruxelles, in Germania e in altri Paesi temono che gli acquisti di titoli di Stato italiani e spagnoli sia gradita ai mercati finanziari solo perché potrebbe consentire ulteriori guadagni agli speculatori. La Merkel ha escluso che esista alcun «progetto concreto» di acquisto di bond spagnoli tramite il fondo salva Stati. L’ha mantenuta come «una delle opzioni», collegandola però alle attuali regole, che impongono condizioni precise. L’Ue e la Germania pretenderebbero di «commissariare» molte scelte dei governi aiutati, come è avvenuto con Grecia, Portogallo e Irlanda.
All’Eurogruppo il ministro spagnolo Luis de Guindos dovrebbe formalizzare la richiesta di aiuti per le banche nazionali, che può arrivare «fino a 100 miliardi di euro». Gli impegni conseguenti saranno definiti a seconda della somma necessaria.
La Grecia, dopo la formazione del nuovo governo Samaras, punta già da oggi a rinegoziare condizioni meno pesanti per allentare gli effetti recessivi delle misure di austerità imposte dall’Ue. Inizia poi il caso Cipro, che sembra voler abbinare un piano di salvataggio europeo ai prestiti della Russia, disponibile a salvare le banche dell’isola (dove sono depositati ingenti capitali di oligarchi e gruppi russi). I ministri faranno il punto anche sulla situazione di Irlanda, Portogallo e Italia nell’ambito del contesto generale anticrisi. Fonti tedesche hanno fatto trapelare una possibile candidatura alla presidenza dell’Eurogruppo del ministro delle Finanze francese Pierre Moscovici, che di fatto renderebbe non più favoritissimo il tedesco Wolfgang Schaeuble. Nel gioco dei veti incrociati potrebbe addirittura riemergere l’uscente Jean-Claude Juncker con una proroga temporanea.
Domani nell’Ecofin con 27 Paesi si parlerà di un via libera sperimentale alla tassa sulle transazioni finanziarie solo nei Paesi dell’eurozona già favorevoli. E dovrebbero essere ratificate le raccomandazioni all’Italia.

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