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Il salva-risparmio passa con la fiducia. Bond Montepaschi, stretta sui rimborsi

Con 157 voti favorevoli e 108 contrari alla fiducia posta dal governo, il Senato ha dato via libera al decreto salva risparmio, con le norme per l’ingresso dello Stato nel Monte dei Paschi, e che ora passa alla Camera per la conversione definitiva, attesa entro il 20 febbraio. Tra le novità principali la proroga dei termini per le domande di rimborso forfettario delle obbligazioni subordinate delle quattro banche in risoluzione, e i nuovi vincoli per il ristoro dei piccoli obbligazionisti delle banche nelle quali il governo dovesse entrare, come Mps.

Restano fuori, tanto per cominciare, quelli che hanno comperato i bond dopo il primo gennaio 2016, data di entrata in vigore della direttiva Ue sulla condivisione delle perdite (il burden sharing ). Si prevede, poi, che le somme ricevute dallo Stato non possano in alcun caso superare la spesa per l’acquisto dei titoli sul mercato secondario. In compenso, potranno accadere al risarcimento anche i parenti fino al secondo grado e i conviventi more uxorio del titolare. Resta fermo anche il principio del rimborso alla pari delle obbligazioni riservate ai risparmiatori, e al 75% di quelle acquistate dagli investitori istituzionali.

Per la conversione, il valore delle azioni sarà determinato, nel caso del Monte dei Paschi, dal minore tra il prezzo medio della quotazione degli ultimi 30 giorni di negoziazione e quello corrispondente alla valutazione patrimoniale fatta da un esperto indipendente. Il Tesoro potrà sottoscrivere a sconto le azioni di nuova emissione per determinare una diluizione della partecipazione degli altri azionisti, in ossequio alla direttiva.

Una volta fatto il suo ingresso nella banca il Tesoro potrà anche stabilire un tetto alla remunerazione degli amministratori oltre che revocarne il mandato. Non si arriverà invece all’elenco dei debitori insolventi sollecitato dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. Il Tesoro farà una relazione sulle maggiori esposizioni “difficili”, ma senza indicare i nomi degli affidati. I termini per le domande di rimborso dei bond di Banca Marche, Etruria, CariFerrara e CariChieti viene esteso al 31 maggio.

Oggi intanto a Siena il consiglio di amministrazione approverà il bilancio annuale e un’ulteriore pulizia relativa ai crediti in sofferenza e altre svalutazioni, in base alla policy che la banca adotterà. L’istituto potrebbe utilizzare il patrimonio esistente (circa 10 miliardi più i bond subordinati) per assorbire altre perdite legate ai crediti in sofferenza, per poi avviare la ricapitalizzazione precauzionale da 8,8 miliardi che comporterà l’ingresso dello Stato con oltre il 70% del capitale. Mps aveva a novembre 27,7 miliardi di euro di sofferenze lorde, che venivano svalutate a 9 miliardi per poi essere cedute in una maxi-cartolarizzazione. Una fetta importante, cosiddetta “mezzanina”, sarebbe stata acquistata dal Fondo Atlante per 1,7 miliardi. È verosimile che buona parte delle svalutazioni riguardino questa fetta di Npl. Questo intervento determinerà un abbassamento del valore di carico degli Npl che poi la banca dovrà cedere.

Ci sono già Italfondiario e Credito Fondiario come candidati ma si sono fatti avanti diversi altri operatori specializzati, anche internazionali. Per questo motivo — oltre che per rispettare i diktat europei — Mps avvierà un’asta per massimizzare il ricavato e dare un taglio netto con il passato. Anche i tempi dovrebbero essere stretti, compatibilmente con una cessione enorme come quella di tutte le sofferenze di Mps. Oggi la banca guidata da Marco Morelli e presieduta da Alessandro Falciai potrebbe dare qualche indicazione in merito. Per il piano industriale vero e proprio da presentare alla Commissione Europea (Dg Competition) i tempi sono un po’ più lunghi del previsto: si dovrebbe andare agli inizi di marzo per l’approvazione da parte del board.

Fabrizio Massaro Mario Sensini

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