Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Salva imprese, nel capitale anche gli enti previdenziali

Anche gli enti previdenziali potranno partecipare al capitale della nuova spa «salva-imprese». Lo prevede un emendamento al decreto sulla banche popolari depositato alle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera dai relatori, Marco Causi e Luigi Taranto (entrambi Pd). Aumentano inoltre le garanzie statutarie a vantaggio dei soci che non si avvalgono della prevista garanzia statale. Si prevede poi che «lo schema di decreto» sulla garanzia statale «vada comunicato ai competenti organi dell’Unione europea». 
Attualmente la norma prevede l’ingresso nel capitale della società per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese, che abbiano comunque «adeguate prospettive industriali e di mercato», solo per investitori istituzionali e professionali. In questo modo invece potranno entrare anche Inps o Inail, ma non potranno avere la maggioranza. L’emendamento dei relatori prevede inoltre di allargare il campo di azione della spa al rilancio di tutte le imprese in crisi, non solo quelle industriali (come previsto ora) e di favorire processi di consolidamento «occupazionale» oltre che industriale.
Nel decreto sulle popolari (che scade il 25 marzo) ieri sera i relatori hanno lavorato anche a un altro emendamento sul fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, dopo l’apertura del Mise, per chiarire, in caso di contenziosi, chi sarà chiamato a coprire le perdite. Ieri mattina le commissioni Finanze e Attività produttive hanno solo riammesso alcuni emendamenti che erano stati cassati, poi i lavori sono ripresi in serata con l’esame sugli ultimi articoli, i meno spinosi. Restano alcuni nodi politici. Comunque, salvo imprevisti, il testo approderà in aula venerdì.
Sempre ieri l’Autorità bancaria europea (Eba) ha comunicato lo slittamento al 2016 degli «stress test» sugli istituti europei previsti per quest’anno. Il presidente dell’Eba, Andrea Ernia, durante un’audizione in Senato, ha raccomandato di adottare «risposte in linea con le norme Ue» per le Bcc italiane e ha definito le «bad bank» come «decisamente utili per ripulire i bilanci delle banche dai crediti problematici».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa