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Salva-banche, sì del Senato niente liste dei debitori e proroghe per i rimborsi

È passata con 157 sì e 108 no al Senato la legge salva- risparmio. Nessuna astensione sul voto di fiducia, ma i senatori dell’Italia dei Valori sono usciti dall’Aula per consentire l’approvazione del provvedimento, che già oggi potrebbe essere all’esame della Camera. I tempi di conversione del decreto legge approvato a dicembre infatti sono decisamente stretti, la scadenza è il 21 febbraio. Il voto di fiducia, annunciato a metà pomeriggio e già nell’aria dal giorno precedente, ha evitato che in Aula venissero ridiscussi gli emendamenti maggiormente oggetto di contesa in commissione tra maggioranza e opposizioni, a cominciare dalla mancata pubblicazione della lista dei debitori insolventi delle banche “salvate”: si è optato per una soluzione di compromesso che prevede solo l’indicazione dei profili di rischio di chi ha crediti in sofferenza pari o superiori all’1% del patrimonio della banca, non abbastanza per chi sosteneva invece, con l’Abi, la diffusione completa dei dati personali. La questione della Ryder Cup, la garanzia da 97 milioni per il torneo internazionale di golf che si terrà nel 2022 a Roma, è stata risolta con la dichiarazione di inammissibilità da parte del presidente Piero Grasso, che ha posto fine alle polemiche. Mentre la Fiaip, l’associazione degli agenti immobiliari, contesta con forza la mancata possibilità di votare l’emendamento che avrebbe vietato alle banche l’esercizio dell’intermediazione immobiliare, proposto dal senatore di Forza Italia Vincenzo Gibiino, che aveva ottenuto il sostegno di altri 70 senatori ma era stato respinto in commissione. Gibiino, che è anche presidente dell’Osservatorio parlamentare sul mercato immobiliare, rivendica la necessità che ai cittadini venga garantita la “terzietà” degli intermediari.
Nessuna modifica sulla parte fondamentale del provvedimento, l’istituzione di un Fondo con una dotazione di 20 miliardi di euro per permettere al governo di intervenire a favore delle banche in crisi. Mentre ci sono alcune novità per i rimborsi ai risparmiatori delle quattro banche poste in risoluzione: i tempi si allungano al 31 maggio, e il diritto si estende anche al coniuge e ai parenti stretti degli obbligazionisti. Nessun rimborso invece per chi ha acquistato obbligazioni subordinate da una banca soggetta a ricapitalizzazione precauzionale dopo il primo gennaio 2016 (data dell’entrata in vigore della normativa Ue sul bail-in). Nel caso in cui lo Stato proceda alla ricapitalizzazione precauzionale di una banca, inoltre, avrà facoltà di chiedere la rimozione dei manager ma anche di fissare un tetto agli stipendi del consiglio di amministrazione e dell’alta dirigenza. Stabiliti i “livelli di sconto” per le obbligazioni subordinate convertite in azioni, e i criteri di calcolo del valore delle azioni delle banche quotate e di quelle non quotate. E tra le norme arriva anche un minifinanziamento di un milione di euro già attivo da quest’anno a favore dell’istituzione di un comitato per l’educazione finanziaria, che avrà il compito di coordinare e promuovere le attività, trasmettendo una relazione annuale alle Camere.

Rosaria Amato

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