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Salva-banche al test del voto di fiducia

La procedura di salvataggio delle banche venete resta blindata. Il Governo ha posto la fiducia all’Aula della Camera sul testo approvato dalla commissione Finanze la scorsa settimana con il solo inserimento del provvedimento con cui il Governo ha sospeso il pagamento di un bond di VenetoBanca. Il voto di fiducia è previsto per oggi e il via libera al testo è in programma domani.
Nonostante le nuove possibili aperture dell’Economia ai ritocchi proposti dal relatore, Giovanni Sanga (Pd), alla fine Palazzo Chigi ha negato il ritorno del testo in commissione. Tra le modifiche allo studio la possibilità di allargare la platea degli investitori ammessi ai rimborsi forfettari e la defiscalizzazione dei ristori erogati. Nelle intenzioni di Sanga, poi, anche la possibilità di introdurre l’interdizione per gli amministratori giudicati responsabili dei dissesti. Nel testo dell’emendamento, prima rielaborato e poi rimesso nei cassetti, si voleva intervenire anche sulla Sga, e in particolare sulla cessione dei crediti.
La richiesta della fiducia sul testo della commissione non è piaciuta alle opposizioni, in particolare al M5S,che ha contestato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro. Mdp, invece, deciderà solo oggi come votare anche se, ha spiegato Roberto Speranza, «per ora il giudizio è negativo. Rischia di diventare un ricatto al Parlamento». Michele Emiliano, governatore pugliese e leader di Fronte dem, conferma il no al provvedimento e l’ok solo alla fiducia al Dl , su cui si doveva si sarebbe potuto fare diversamente «non a scapito dei risparmiatori senza voce».
È il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, con una nota a difendere le scelte dell’Esecutivo. «La priorità per il Governo è convertire il decreto sulle banche venete per dare stabilità all’economia di un territorio importante», spiega Baretta. E sulle mancate modifiche il sottosegretario ha sottolineato che «a fronte dei 600 emendamenti, si è voluto evitare l’evidente tentativo di non far approvare questo intervento di salvataggio, come dimostrano l’eloquente comportamento in Aula dei deputati del Movimento 5 Stelle al momento delle richiesta di fiducia e l’ostruzionismo in Commissione» .
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