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Salva-Alitalia e tassa Airbnb il governo licenzia la manovra

Non proprio un decreto snello. Doveva contenere solo la correzione dei conti pubblici da 3,4 miliardi, chiesta dall’Europa. E invece la manovrina è diventata un provvedimento omnibus da 68 articoli, secondo l’ultima bozza circolata ieri. Dentro non solo le misure di contrasto all’evasione dell’Iva, ovvero lo split payment allargato alle società partecipate dallo Stato, anche quotate, e ai professionisti che lavorano con la pubblica amministrazione (si parte dal primo luglio). E non solo il raddoppio della tassa sulla fortuna e dunque sulle vincite sopra i 500 euro (dal 6 al 12%), abbinato alla mini stangatina su lotto, slot machine, sigarette. Ma di tutto un po’. Si va dalla super multa per chi sale su autobus e metro senza biglietto, sino a 200 euro. Alla tassa Airbnb, la cedolare secca del 21% da applicare anche agli affitti brevi sotto i 30 giorni, con i colossi web a fare da sostituti di imposta per conto dell’erario dal prossimo primo giugno, pena sanzioni da 250 a 2 mila euro.
La prudenza è però d’obbligo. Perché la bozza del decretone risale a prima di Pasqua (14 aprile). E ancora precedente è l’approvazione del Consiglio dei ministri (11 aprile). Dieci giorni non sono bastati al governo per sciogliere nodi e frizioni di maggioranza, tra coperture e norme ballerine, come nel caso della multa ai furbetti del bus. Ancora ieri, quando il testo era atteso in Parlamento — così assicurava il ministro Padoan, scusandosi, mercoledì — al Quirinale nulla era pervenuto. E così la lista si è allungata. Nei 68 articoli compare la norma Alitalia, la possibilità cioè per la malandata compagnia aerea di usufruire di una garanzia pubblica tramite Invitalia, l’agenzia per lo sviluppo d’impresa di proprietà del ministero dell’Economia che grazie a questa normetta può essere ricapitalizzata per 300 milioni. C’è poi anche una misura sulla ristrutturazione e costruzione di impianti sportivi, fatta apposta — così pare — per sbloccare l’impasse sullo stadio della Roma. Nel pacchetto Delrio, accanto alle nozze Fs-Anas (con impegno al 20% di investimenti extra nel biennio 2017-2018), spunta anche un riordino del trasporto pubblico locale: le risorse del fondo, reso strutturale, saranno distribuite non più in base alla spesa storica ma ai servizi resi, con premi a chi fa più proventi da biglietti e penalizzazioni per gli enti che evitano le gare.
Non manca all’appello la già criticata garanzia di Stato fino a 97 milioni per la Ryder Cup 2022, competizione internazionale di golf, uscita dalla finanziaria nel novembre scorso e riapparsa qui. Così come la possibilità per i Comuni di assumere stagionali con lo sponsor, un privato cioè disposto a sobbarcarsi il costo contrattuale. E ancora: bonus fiscale aggiuntivo, a favore delle aziende, sui premi di produttività. Cancellazione di Ici, Imu e Tasi per le piattaforme petrolifere off shore. Sconticino, infine, di un anno, chiesto dai sindacati, sull’Ape sociale per chi ha svolto lavori gravosi negli ultimi sei anni su sette.
Valentina Conte

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