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Salta il matrimonio tra Telecom e H3G

MILANO — Telecom Italia rompe le trattative con 3Italia, ma Li Ka-Shing resta alla finestra in attesa dell’evolversi dell’azionariato di Telco. Il magnate anglo cinese, forte di un patrimonio personale capace di azzerare i debiti della Telecom, è convinto che aspettare porterà il gigante telefonico a più miti consigli. In vista della scissione della finanziaria che controlla il 22,4% di Telecom, Li Ka-Shing scommette che tra qualche mese sarà più facile fare breccia con alcuni dei soci forti di Telco. Se infatti tutti insieme Telefonica, Intesa, Mediobanca e Generali hanno fatto muro di fronte alle «valutazioni di fantasia» pretese da Li Ka-Shing, l’imprenditore asiatico è fiducioso che un domani, presi singolarmente i soci Telco potrebbero anche cambiare idea. Ufficialmente fonti vicine a Telecom riferiscono che l’accordo è saltato a causa della divergenza
tra le valutazioni dei due gruppi. Chi invece ha incontrato i vertici di H3g riferisce che sul metodo da utilizzare per valutare 3Italia e Telecom, riconoscendo al gruppo un premio generoso rispetto al valore di mercato, gli advisor delle due parti Rotschild e Goldman Sachs, avevano trovato un punto comune ed erano pronti a trattare. E così secondo un’altra ricostruzione dei fatti, l’accordo con Li Ka-Shing sarebbe naufragato per colpa di una diffidenza da parte delle istituzioni e di alcuni azionisti di peso della Telecom, ma anche in conseguenza alla scelta del management di mantenere il controllo della rete fissa di accesso, mossa che di per sé impedisce al gruppo cinese di diventare l’azionista di riferimento di Telecom. Fatto sta, che il mercato che scontava già la rottura dei negoziati con H3g, ha accolto positivamente la novità e Telecom (+1,8% a 0,53 euro) è ritornata sugli stessi livelli di fine aprile quando era cominciato il negoziato.
I numeri dei primi cinque mesi di attività esaminati ieri dal cda presieduto da Franco Bernabè, hanno invece acuito l’urgenza di portare a termine tutte le operazioni volte a tagliare i costi e ridurre i debiti. In quest’ottica la controllata TiMedia ha ceduto al gigante Usa delle tv via cavo Viacom il controllo di Mtv Italia pur di deconsolidare le perdite dell’emittente. Nell’ambito dell’accordo TiMedia ha cancellato 9,3 milioni di debiti (oltre gli interessa multiplex, come fatto con Discovery e con la Cairo Communcation, che ha appena rilevato La7. E ora che Telecom ha eliminato le fonti di perdita di Timedia, gli investitori scommettono che il gruppo potrebbe riportarsi in casi) in cambio di un assegno di 10 milioni. Tanto è bastato per far volare le azioni di Timedia (+18,6% e pari a una capitalizzazione di 130 milioni), che però ora sarà costretta a rivedere al ribasso il canone di affitto dei suoi il 100% della società che controlla le piattaforme digitali ritirandola dal mercato. La buona notizia che è emersa ieri è che dopo il taglio delle offerte mobili per l’estate, Tim per la prima volta da mesi torna ad acquisire nuovi clienti. La scelta di competere sui prezzi avrà però l’effetto di far scendere ancora i margini del-l’attività mobile, già messi a dura prova dalla forte concorrenza di Wind e della stessa 3 Italia.

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